L’AKH, IL BA ED IL KA

L’OLTRETOMBA DEI FARAONI

Nell’antico Egitto, il termine Duat, esprimeva il passaggio tra la notte ed il giorno e quindi, figurativamente, il mondo intermedio, quel mondo che vive al centro di una nascita e di una morte che prelude a sua volta ad una nuova nascita. Secondo i testi funerari, l’uomo è composto, oltre che da un corpo mortale (il Kha), da altri tre elementi sottili ed immortali: l’Akh, il Ba ed il Ka; il primo è l’inverso di Kha, il primo è infatti rappresentativo per il cielo, mentre il Kha appartiene alla terra, il termine che invece gli Egiziani usavano per esprimere il nostro concetto di fantasma o entità era Khaibit, ovvero il “corpo emotivo” che conserva l’immagine e l’impronta della nostra vita psichica.

Durante la sua esistenza il Kha è animato dal Ba, l’anima cosmica e umana comune a tutti gli esseri soggetti ai continui cicli di morte e rinascita; il Ka è invece rappresentativo del “doppio”, l’individualizzazione della coscienza, che agisce con il Ba seguendo un metodo di “fissazione” che molto ricorda le tecniche degli Alchimisti. Il defunto entra nell’aldilà da Amenti, la Porta Occidentale, passa quindi nella Duat dove viene giudicato alla presenza delle sue due coscienze, quella individuale e quella cosmica.

Dopo il giudizio il defunto verrà ammesso da Thoth alla presenza di Osiride e pronuncerà la Confessione Negativa rispetto alle 42 colpe che i 42 Giudici gli contesteranno. Se verrà condannato dovrà dimorare per un tempo indeterminato nella Duat, in caso di assoluzione (il termine egizio si traduce in Giustificato), diverrà uno spirito santificato o Iakhu. In questo modo il defunto sarà un Uomo Perfetto, superiore a volte anche agli Dei ma soprattutto, egli stesso diverrà misura rispetto a tutte le cose.

Acerca de iram17

Il mio mondo è la vertigine e l’abisso io sono lo sguardo del feto dietro le sue palpebre sigillate io sono la luce in punto di morte io sono l’ombra che cade a mezzogiorno io sono la notte che sgombra i letti io sono il sangue sotto le scarpe del condannato io sono il primo a cadere anche se tutti sono già caduti io non sono qui io non sono mai stato qui (Denis Brandani)

Publicado el 4 julio 2009 en Horus, Kin Human, Thot y etiquetado en . Guarda el enlace permanente. Comentarios desactivados en L’AKH, IL BA ED IL KA.

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