Archivo de la categoría: iram e le 13 lune

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TREDICI è il numero dei mesi lunari che adoperavano le antiche culture matriarcali prima che venisse adottato il calendario solare. Tredici è visto come il numero dell’iniziato poiché è 12+1: è l’iniziato che ha percorso e compreso i 12 archetipi, ed ha scoperto il proprio Centro.

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Thoth, l’Atlantideo

– Io sono Thoth, Colui Che riempie Tutto, Io sono Thoth Che tocca tutto dalle Profondità… Io sono la Base sulla Quale si distende l’Esistenza universale. Tutto “il manifestato” si trova nel Mio Petto.

Io sono Thoth, Che costruì il Proprio Tempio, fatto di Me Stesso e sono Thoth Che lo riempì.

Io sono Thoth Che è sopra e Thoth Che è sotto! Io sono Thoth Che conosce l’Essenza delle cose. Io sono Thoth Che è tutto l’Oceano!

Come la gente comincia a cercarMi? Essi distendono le braccia verso il cielo e Mi invitano, come la Luce, in se. In questo modo una volta Io cominciai un lavoro con voi. Ricordate “il risveglio”, “la danza spontanea”… Comprendete che ero Io a darvi questo personalmente! Già in quei tempi Mi ero interessato di te, Vladimir!

Così, pian piano germogliavano i semi sul quel terreno favorevole che Io creai per voi. E anche intorno crescevano i rampolli. Purtroppo, dopo, qualcuno di loro appassì.

Ma adesso si è creato un complesso d’anime pronte e mature, di cui ho cominciato a fare Nuovi Atlantidei! Potrete chiamarvi così!

La permanenza nel silenzio è diventata il patrimonio di ognuno dei presenti qui. Voglio che voi vediate che senza di questo non si può andare sul Sentiero spirituale con “ passi da gigante” come avete fatto voi.

Vi benedico per l’ulteriore Servizio a tutti Noi: Incarnati e Disincarnati! Accettate il Nostro Amore!

– Dicci: anche Tu ce l’hai un corpo immortale come Adler?

– Si. Ma questo corpo non è destinato ad un’incarnazione in questo continente. Io periodicamente lo ripristino fra gli indiani dell’America del Nord.

– Il tuo corpo ha l’immagine di un indiano?

– L’immagine del corpo non ha significato, ma la struttura molecolare si ricostruisce così com’era.

Spesso visitai quella regione; formai il corpo per un breve periodo: una settimana, dieci giorni, due giorni. Faccio loro visita per raccontare qualche cosa.

– Tu parli d’indiani che vivono isolati, non nelle città?

– Si, proprio in riservatezza.

– Perché Tu sei innamorato proprio di questo popolo?

– Io non intendevo questo. Nessuno di Noi è legato a qualche popolo in particolare. Ciò è dettato dalla necessità, sullo sfondo dell’Amore per tutti.

– Lì ci sono le anime mature (pronte per ricevere le conoscenze supreme)?

Thoth ci mostra il tipico modo di vivere degli indiani, fra la natura: loro vivono sulla riva del lago, la sera cantano gli inni delle tribù che è caratteristico per questo territorio.

Questa gente è costantemente impegnata nella ricerca della libertà personale. Tale tradizione è stata conservata per secoli: la ricerca della libertà personale per sé, per la propria tribù e per tutta la gente della Terra! Ma come si fa a far capire tutto questo all’altra gente?

Thoth ci dimostra una visione: sta vivendo una tribù di circa ottocento persone, qualcuno insieme al Capo sta a sedere intorno al fuoco.

– Sono a sedere, come voi adesso, e Mi stanno ascoltando.

Sono sempre l’Ospite d’Onore fra loro.

Gli indiani avrebbero potuto raccontare tantissime cose all’altra gente della Terra. Ma c’è il problema che sono pochi quelli che li ascoltano.

… Adesso la situazione è tale che Io non posso affidare la completezza delle Mie conoscenze a nessuno, a parte di voi. Perché voi avete la completezza, le vedute ampie e la profondità della penetrazione in Me.

Per questo Io vi ho affidato proprio questa parte del servizio spirituale dal Nome Mio sulla Terra.

Ogni passo di questo grande impegno deve essere fatto con il Mio aiuto e Ognuno di Noi. Dovete essere consapevoli e rendervi conto della grande importanza e serietà di questa tappa del vostro servizio sulla Terra! Voi avete una grossa responsabilità! E tutto quello che state facendo deve essere fatto in modo responsabile, rigoroso e solenne!

Ricordate Atlantide? Dio ha un progetto analogo che sta partendo adesso sulla Terra: far ritornare in vita le conoscenze antiche, quelle degli Atlantidei, tramite voi Miei cari! Voi siete per Me la Mia piccola Atlantide!

L’intenzione del Creatore è, come il fiume che a primavera straripa, riempire e fare assorbire queste conoscenze alla popolazione della Terra.

Vi ordino di non dimenticare mai l’importanza della responsabilità di questo compito che vi è stato dato: fare ritornare in vita le antiche conoscenze supreme che partono direttamente dal Creatore!

Vi ordino di crescere personalmente mettendo le radici in Me! E vivere secondo l’immagine degli Atlantidei che tengono la Terra sulle loro spalle. Proprio così, vi propongo di portare sulle vostre spalle tutto il peso delle conoscenze sacre che sono state destinate a tutti gli abitanti della Terra.

– Thoth ci racconti, per favore, della Tua vita ad Atlantide!

– Questo accadeva molti secoli fa, all’alba della civiltà, in quei tempi lontani dei quali l’umanità non sa quasi niente.

Atlantide! Bellissima! Atlantide è la Mia terra natale, dove Io sono nato e cresciuto!

In quei tempi sulle isole d’Atlantide abitava una civiltà che era molto avanzata nella tecnologia. Per esempio, loro avevano il sistema dell’approvvigionamento dell’acqua nelle case.

Gli Atlantidei avevano anche le vere conoscenze del senso della vita: dell’avvicinamento a Dio, all’Unico Inizio Divino. E proprio sulla base di queste idee era fondata la vita della società. L’insegnamento delle conoscenze sull’ordinamento della creazione del mondo e sul posto dell’uomo in essa, su come si costruiscono i destini della gente e sul modo giusto di vivere. Tutto ciò faceva naturalmente parte del sistema dell’istruzione.

La vita spirituale della società degli atlantidei era amministrata dagli iniziati supremi; loro trasmettevano le verità che attingevano direttamente da Dio.

Gli atlantidei erano persone semplici e come tali vivevano, non erano affatto degli dei. La loro vita non era spensierata. Come gli altri popoli della Terra, essi dovevano lavorare per vivere.

La maggior parte dei problemi che avevano loro erano gli stessi che aveva qualunque altra società umana.

Ma il patrimonio della loro civiltà era l’insegnamento del vero scopo della vita, considerato la base su cui si fondava la loro società. E anche se erano semplici “mortali” nella loro vita e nella loro visione del mondo vi era una reale componente Divina.

… La Mia istruzione cominciò in una delle scuole spirituali d’Atlantide. Io ero molto giovane, cominciavo appena a scoprire questo bellissimo meraviglioso mondo.

Il processo d’istruzione iniziale durava per anni. Gli allievi dovevano prima di tutto acquisire l’esperienza dell’autoregolazione psichica, il controllo dei propri stati emozionali. Contemporaneamente si riceveva ampio materiale teorico.

Questo, però, era soltanto il gradino iniziale che in tanti potevano raggiungere. Per la maggioranza l’istruzione finiva qui e soltanto pochi erano scelti dai maestri per la successiva istruzione. Questo corso iniziale permetteva di trovare fra tutte le anime quelle che erano promettenti e idonee al veloce successivo avanzamento.

Io ero uno di quelli: un giovanotto che passionalmente desiderava di acquisire quegli alti livelli dello sviluppo spirituale ai quali sono riusciti ad arrivare i maestri della nostra società.

Ma la selezione per quell’istruzione era molto severa. I candidati erano sottoposti necessariamente al controllo della loro stabilità e costanza nel procedimento di questo Cammino.

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Toth ed il suo Libro Segreto contenente un’antichissima sapienza sono ancora un mistero tutto da svelare dell’antico Egitto.


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LA SINDROME DI TOTH
di Vittorio Di Cesare


Uscendo dalla strada principale di Mallawi, un piccolo paese dell’Alto Egitto, ad otto chilometri e mezzo s’incontra il villaggio di El-Ashmunein, l’antichissimo centro sacro di Khmunu, la capitale del XV Nomo egizio, l’Hermopolis dei Greci. Si è già nel deserto e la sabbia avviluppa i pochi resti dei monumenti sopravvissuti come una coltre spessa dominata dai contrafforti rocciosi dello Gebel. Un tempo l’acqua incanalata dal vicino Nilo teneva a bada l’aridità e boschetti di alberi di tamerici e palme ombreggiavano questo importante centro dedicato al dio-luna Toth, il Guaritore, lo Scriba degli Dei, l’inventore della scrittura, della matematica e del calendario, il più Saggio tra le divinità egizie creatrici.

Toth aveva fama di guaritore poiché aveva curato gli dei Horo e Seth dopo il loro combattimento nel quale si erano letteralmente fatti a pezzi. I Testi delle Piramidi raccontano che la contesa avvenne proprio ad Hermopoli, dove l’Egitto fu spartito tra le due divinità sotto il giudizio di Toth. Per questo motivo la città divenne un importante centro culturale e religioso del dio-luna dal volto di ibis o di scimmia, raffigurato anche in una delle quattro coppie dell’Ogdoade. I

l nome della città Khmunu significava, infatti, la città degli Otto, il luogo dove il sole, si diceva, era sorto per la prima volta e dove il creato aveva preso avvio.

Quale scriba degli dei Toth segnava il nome di ogni nuovo faraone sulle foglie di un albero sacro che cresceva dentro vasche circolari in mattoni nella “pianura delle tamerici”.

Mura spesse quindici metri delimitavano il tempio all’interno del quale c’erano due grandi statue del dio Toth sotto forma di babbuino, un animale la cui espressione umana ricorda lo stato primordiale dell’uomo agli albori della sua evoluzione, prima in altre parole che una scintilla divina lo trasformasse.

Toth era ritenuto così importante che il faraone Amenofi III fece incidere su queste statue il suo cartiglio reale quasi a porre l’accento che il dio gli apparteneva di diritto conferendo al sovrano gli stessi attributi divini di saggezza e sapienza infiniti.

Stranamente, più degli altri dei, Toth fu blandito ed eletto protettore dell’umanità sofferente, continuando insomma ad esercitare una sottile influenza anche quando l’importanza delle altre divinità egizie furono eclissate dall’Ellenismo e poi dal Cristianesimo.

In epoca copta la figura di Toth fu trasformata in un temibile mago, ed infine nell’”Ermete Trimegisto” della tradizione esoterica alessandrina.

LA CASA DELLA VITA

Ad El-Ashmunein del tempio di Toth oggi non resta nulla. Le sue pietre furono utilizzate per far calce ed i monumenti abbattuti e dispersi. Restano quindi poche rovine spazzate dal vento e arroventate dal sole. Da qualche parte sotto la sabbia potrebbe nascondersi però la stanza segreta che un tempo conteneva la celebre biblioteca del santuario.

La tradizione egizia sosteneva, infatti, che il dio dal volto d’ibis, inventore dei geroglifici, aveva compilato un libro contenente la base di ogni sapere: il mitico e potente “Libro di Toth”. È evidente che questo libro andava custodito gelosamente.

Il papiro di Toth, come tutti i papiri egizi importanti, era conservato nella biblioteca segreta del tempio di Hermopolis, ovvero nella “Casa della Vita ” (in egizio “Per-ankh”).

Ogni tempio, da Karnak a Luxor ad Abydo, possedeva una simile biblioteca di libri sacri. Nel Tempio di Edfu, nell’Alto Egitto, costruito tra il 237 e il 57 a.C. in onore del dio Horus, si può ancora visitare una di queste “Sale dei Libri”. In una nicchia-biblioteca sono ancora visibili i geroglifici che indicano i nomi di 37 libri sacri oggi perduti. Erano opere che servivano a respingere le forze del male, i demoni, i rettili ed i leoni, e lo si capisce dagli stessi titoli, quali “Conduzione del Tempio”, il “Libro del Malocchio” e quello del “Ritorno periodico del Sole”. C’era anche una specie di atlante geografico per conoscere ogni luogo della Terra. Insomma, tutta la conoscenza di Toth era distillata in quel documento che nel 200 d.C. l’imperatore Settimio Severo ordinò di racchiudere nella tomba di Alessandro Magno. Fu una decisione strana che si potrebbe spiegare con la capacità di questo papiro di combinare guai: cosa di cui esiste un’abbondante documentazione.

Il “Papiro Westcar”, un manoscritto redatto tra la XVI o XVII dinastia, trovato da Miss Westcar, l’inglese che lo portò dall’Egitto, racconta della ricerca condotta da Cheope per trovare “qualcosa” appartenuto al tempio di Toth ed del suo duplice aspetto che, come recita una enigmatica formula del papiro Westcar (la 733), lo definisce come un “serpente notturno che attacca la notte”.

Toth, in effetti, era figlio di Aner, nome che in egizio significa pietra, e come tale definito come una entità “malvagia”, “venuta dalla divinità” caduta sulla Terra. Quale significato nascondono mai queste parole?

Perché, ad un certo punto della storia egiziana, Toth è citato come colui che possiede i segreti della “Tavola di Smeraldo”? Il misterioso libro era inciso sulla pietra?

Di certo la pericolosità del Libro di Toth era nota nell’antichità, tant’è vero che in un papiro tradotto a Parigi nel 1868, si narra di una congiura di corte terminata con la distruzione di quello stesso Libro che era servito ad ispirarla.

Con l’aiuto delle sue formule magiche alcuni cortigiani cospirarono contro il faraone il quale, scampato miracolosamente al pericolo, dette ordine di giustiziare i ribelli e di bruciare ogni copia di quell’esecrato testo per evitare che altri tentassero di usarne la magia.

La stele di Metternich ricorda invece come fu lo stesso Toth a distruggere il suo papiro ritenendolo pericoloso.

LA STORIA DI SETNE

Un’altra citazione del Libro di Toth è riportata in un papiro rinvenuto nel 1864 a Deir el Medina, in Egitto, durante uno scavo archeologico. Nella tomba di un monaco copto vi erano dei manoscritti di epoca egizia conservati in un cofano di legno.

Probabilmente i confratelli del morto, ritenendo quei papiri pericolosi per la fede, li avevano sepolti con il loro proprietario, l’unico capace di leggerne il contenuto.

Il papiro, conservato oggi nel Museo del Cairo, racconta la storia di un altro papiro in cui si narra la storia di Setne, figlio del faraone Ramsete II, collezionista di testi antichi, il quale per entrare in possesso del Libro di Toth lo rubò da una tomba di Menfi attirando su di sé una terribile maledizione.

“Setne – diceva il manoscritto – trovò una pietra che subito alzò, e che nascondeva l’entrata della tomba. La tomba splendeva della luce che usciva dal libro e là stava il mago Naneferptah con sua moglie Ihuret e suo figlio, perché il loro Doppio era con lui grazie al potere del libro di Toth. (…) Il libro di cui ti parlo é in mezzo alle acque di Copto, dentro uno scrigno di ferro; lo scrigno di ferro é dentro uno scrigno di rame e lo scrigno di rame é dentro uno scrigno di legno (…) Ma tutto intorno agli scrigni per dodicimila cubiti vi sono serpenti, scorpioni e rettili d’ogni specie, compreso un serpente di eternità arrotolato intorno agli scrigni.”

Setne prese in mano quel libro e vi lesse un incantesimo per “…incantare il Cielo, la Terra, l’Oltretomba, i monti e i mari, e seppi tutto quello che dicevano gli uccelli del cielo e i pesci del mare e le bestie delle montagne”.

Purtroppo una maledizione terribile colpì tutta la famiglia dell’incauto stregone. Si cercò di rimediare rimettendo nella tomba il libro ma Setne, tredici suoi fratelli e molti altri parenti morirono uccisi dagli spiriti. Sopravvisse Merenptah che ereditò il regno.

LA RICERCA CONTINUA

Il culto di Toth si diffuse in tutto il Mediterraneo, specie nella vicina Cartagine fenicia. Qui, nel tempio sulla collina di Byrsa, dov’è oggi il Museo del Bardo, fu costruito un tempio al dio lunare Eshmoun, equivalente di Toth, a sua volta protettore della cultura e dell’intelletto.

Il tempio sorgeva poco distante dal porto, costruito, a detta di qualcuno, rispecchiando le proporzioni della mitica Atlantide, protetta, come il tempio egizio di Hermopolis, da una cinta muraria più interna rispetto a quella che circondava Cartagine. Anche qui, nelle cripte segrete del tempio, erano depositati migliaia di rotoli sacri scritti dalla stessa mano di Thoth che aveva insegnato agli uomini a “…calcolare il tempo, gli anni ed i segreti della magia”.

I fondatori di Cartagine fecero copie dei papiri di Thoth, più tardi diventato Ermete Trimegisto, il “tre volte grande “, in quanto col tempo il suo culto si diffuse nelle più importanti città del Mediterraneo.

La biblioteca di Eshmoun a Cartagine era paragonabile a quella di Alessandria, di Pergamo, di Siracusa, di Atene, città che con i loro traffici marittimi diffusero in tutto il mondo antico culto e cultura di questa divinità.

La speranza di trovare il Libro di Toth, o una delle sue copie, viaggia ancora nel tempo. Promettendo insegnamenti, iniziazioni, apocalissi, come tutti i libri misteriosi continua a suggestionare gli uomini in ogni tempo.

L’importanza di questo testo doveva essere davvero grande, tanto che i Berberi pretendevano da Roma i Libri Punici, già contenuti nel tempio di Baal Ammone a Cartagine (Libro di Toth compreso), in cambio dell’aiuto per sconfiggere la potenza africana.

C’è poi chi si domanda perché Cleopatra richiedesse insistentemente a Pergamo alcuni misteriosi papiri per sostituirli a quelli perduti nell’incendio della Biblioteca di Alessandria.

Ci si arrovella ancora, infine, per capire che cos’era il libro di Juba II, sovrano della Mauritania nonché geografo e naturalista citato più volte da Plinio il Vecchio, nel quale erano scritte occulte rivelazioni tratte da quel misterioso quanto antichissimo testo contenente le conoscenze geografiche del mondo antico, inclusa la posizione di Atlantide…

Relazione presentata al 2 Simposio Mondiale sulle origini ignote della civiltà e gli anacronismi storico-archeologici

S. Marino, 22-23 Settembre 2001


I 13 Universi e la tredicesima zona

“…Il nostro sistema solare sta ora attraversando una regione del Cosmo dove lasciò la sua polvere una costellazione che fu distrutta. L’attraversare questo spazio contaminato è fonte di avvelenamento, non solo per gli abitanti della Terra ma per tutti gli abitanti degli altri pianeti della nostra galassia. Solo i Soli non vengono influenzati da questo ambiente ostile.

Questa regione è chiamata “la tredicesima zona”, la si definisce anche la “zona delle contraddizioni”. Il nostro pianeta fu incluso in questa regione per migliaia di anni, ma finalmente stiamo avvicinandoci all’uscita di questo spazio di oscurità e siamo sul punto di raggiungere una regione più spirituale, dove vivono esseri più evoluti….”

(estratto da Propositi per il futuro di Peter Deunov in http://www.animazen.it/il_futuro-1.html)
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Carlos Castaneda

…”Sono meravigliose le opere di un Tolteca che va tessendo con fili luminosi la parola, saltando all’abisso tra pensieri, navigando in macchie d’olio di emozioni che come offerte fanno risplendere la coscienza del fuoco nel cuore dell’aquila. Con quante dogane di sincronie ha dovuto fare i conti, con quante chiamate di attenzione tra la tensione e il rilassamento, quanti tramiti per un passaporto per l’infinito.

Aspetta cacciatore di sincronie.. è il momento!  Tolteca risuona in 13 Universi ed è valido in qualsiasi galassia, i suoi fondamenti sono l’universo stesso.

In questi 13 Universi esistono esseri che anelano tale istruzione. Quantità di esseri inorganici hanno dimenticato l’ordinamento della libertà totale e schiavizzati dalla immortalità percepiscono la loro mortalità; quantità di esseri ossessionati dal potere continuano a battagliare aggrappati ai concetti che danno loro sicurezza; quantità di esseri paranoici sono  bucherellati dallo stato di allerta naturale dell’Universo che li porta a sentirsi il centro del mondo, gli eletti; quantità di esseri planetari imprigionati in mondi caldi e gelati, implorano perché venga loro ricordato il principio della libertà totale; quantità di esseri cui nulla li riempie ricercano come mendicanti, anche una goccia d’acqua che sazi la loro disperata ricerca.

L’insegnamento di Don Juan Quetzalcoatl sparge il suo Intento in 13 Universi. Non ti sembra inquietante e meraviglioso mio caro cacciatore di sincronie? “… (da  IL CACCIATORE DEL NAGUAL di Carlos Jesús Castillejos V. Chichilcuautli in La Via Salka http://www.laviasalka.it/)

Carlos Castaneda (1925-1998), scrittore e antropologo peruviano, ha studiato a lungo anche etnologia e parapsicologia. Il primo incontro con Don Juan Matus, uno sciamano yaqui, risale al 1960. Il suo apprendistato al peyotl (Mescalito) e alla datura vengono minuzuisamente descritti nel resoconto del periodo trascorso insieme a Don Juan (dal ’61 al ’65), in “A scuola dallo stregone” 1968.

Tutti i libri di Carlos Castaneda

Mari o Maddi, numen principal de la mitología vasca pre-cristiana.

Es una divinidad de carácter femenino que habita en todas las cumbres de las montañas vascas, recibiendo un nombre por cada montaña. La más importante de sus moradas es la cueva de la cara este del Amboto, a la que se conoce como “cueva de Mari”, “Mariren Koba” o “Mariurrika Kobea”, que atribuye a Mari el nombre de “Mari de Amboto” o “Dama de Amboto”.

Mari, personificación de la madre tierra, es reina de la naturaleza y de todos los elementos que la componen. Generalmente se presenta con cuerpo y rostro de mujer, elegantemente vestida (generalmente de verde), pudiendo aparecer también en forma híbrida de árbol y de mujer con patas de cabra y garras de ave rapaz, o como una mujer de fuego, un arco iris inflamado o un caballo que arrastra las nubes. En su forma de mujer aparece con abundante cabellera rubia que peina, al sol, con un peine de oro. Su consorte es Maju o Sugar, sus asistentes las sorginas, y tiene dos hijos: Mikelatz o Mikelats y Atarrabi o Atagorri, que están siempre enfrentados, una representación paleocristiana del bien y del mal (Bat-arra-bi es la versión sugerida por Jorge Oteiza, en El Libro Blanco del Preindoeuropeo, para solucionar el sonema que falta en la etimología que propone).

Habita en cuevas en diferentes montes, aunque su morada principal se sitúa en la cueva ubicada en la impresionante pared vertical este del Amboto, justo bajo la cumbre. En estas cuevas recibe a sus fieles, los cuales deben guardar un estricto protocolo: Se le debe tutear (hablándole en hika). Hay que salir de la cueva de la misma forma que se entró. No hay que sentarse nunca, incluso recibiendo la invitación de hacerlo, mientras se habla con ella. Mari es la señora de la tierra y los meteoros. Tiene el dominio de las fuerzas del clima y del interior de la tierra. Entre sus misiones está el castigar la mentira, el robo y el orgullo. De ella vienen los bienes de la tierra y el agua de los manantiales. Con los hombres se comporta de forma tiránica, o todo lo contrario, los llega a enamorar mostrándose como una mujer dócil y trabajadora, pero siempre con fin de impartir justicia por medio de la regla del no: si mientes, negando que posees algo que sí es tuyo, Mari te lo quita. Así, efectivamente, ya no lo tienes, y se produce la justicia.

Presagia las tormentas y determina el clima. Además se la conoce por su capacidad para volar. Cuando está en su morada de Amboto, la cumbre está entre nubes; esto es la manifestación de su presencia. Aunque todas estas leyendas en que se basa la tradición de Mari son posteriores al cristianismo, Mari se asemeja más a Gea, ya que vive en las cuevas, y a todas las diosas de la fertilidad y del amor, por el mismo motivo, y porque proporciona frutos y regalos. Sin embargo no todos los investigadores están de acuerdo con esta identificación. Para la antropóloga Anuntzi Arana, Mari tiene más similitudes con los dioses supremos celestes Zeus o Júpiter, ya que, al igual que éstos, gobierna los fenómenos metereológicos e imparte justicia.

L’occhio di Horus, il falco che vola più in alto di tutti gli uccelli, è – oltre che simbolo del risveglio e della risalita – anche segno e sinonimo di fierezza, di intemeratezza.

L’iniziato, introdotto nell’Insegnamento, è colui che penetra nei misteri del centro (iniziatico) di Ermopolis; egli ora ha la consacrazione datagli dalla conoscenza (Thot ha posato il suo suggello sul mio capo); egli è il cavaliere che ha conquistato il Graal, è l’alchimista che ha compiuto l’Opera.

Questo Graal conquistato, questa Opera alchemica compiuta, questa Conoscenza e risveglio ottenuti sono chiamati “occhio di Horus”, essendo Horus, come sappiamo, il dio della testa di falco, figlio di Osiride che ha vendicato il padre, uccidendo Seth (che aveva ucciso Osiride, facendone a pezzi il corpo e spargendo questi pezzi nel mondo, simbolo questo, a sua volta, nella molteplicità delle cose del mondo materiale) e così ha riconquistato il trono paterno, lo stato di Uno. Quindi l‘occhio di Horus, il falco che vola più in alto di tutti gli uccelli, è – oltre che simbolo del risveglio e della risalita – anche segno e sinonimo di fierezza, di intemeratezza.

Così è l’Iniziato. Questo suo stato acquisito, questa sua conoscenza lo proteggono possenti (perché lui ora “sa”), nulla può essergli fatto, niente lo può toccare: né le sofferenze del corpo (perchè egli sa che il corpo non è lui, lui è altro, è spirito), né le traversie della vita (perchè egli sa che ciò che lo attornia è illusione,è transeunte, è maya), né la morte (perché egli sa che questa è solo passaggio ad altro stato di coscienza e che egli, come spirito, è immortale). Quale protezione, quale corazza mi-gliore possono esservi!

Dunque, questo “occhio di Horus liberato” è quello stesso che splende sulla fronte di Ra, il re degli dei. La conoscenza dell’Iniziato è infatti, in ultima analisi, la Coscienza universale del Tutto; essa (con essa egli) trascende il dualismo e si identifica, si immedesima nel Tutto.

Come si vede, sono sempre gli stessi concetti che si ripetono nei diversi insegnamenti segreti; e anche il Libro dei morti egizi, naturalmente con le sue parole, con i suoi miti, con la sua veste culturale dice le stesse cose: come Realtà suprema esiste solo la coscienza dell’Essere, l’Uno ed a questo si deve tendere, superando l’illusione della molteplicità e l’attaccamento all’individualismo e alla propria vita separata. Cioè, “uccidendo Seth”.

Conscio di questo l’Iniziato, con questa “conoscenza” (che nel defunto diviene chiarità interiore, splendore lunare, lo splendore di Thot, disco lunare – esulta e grida: “Io sono Osiride, sono spirito come è spirito la divinità; risiedo nell’Amenti, nel campo dei beati, nell’eterna esistenza del Tutto cosciente; e se non esistessi io spirito risvegliato, se non esistessi . se non esistessero gli uomini risvegliati – non esisterebbe neanche Osiride (lo spirito che, ucciso e gettato nella molteplicità, ha conosciuto l’ora nefasta).

Perciò io Spirito sono Râ; io stesso spirito sono nel Tutto, sono nell’Uno e non perirò per l’eternità, perchè la Coscienza Universale, di cui sono parte. esisterà sempre”.

Quindi, al culmine dell’esaltazione per questa consapevolezza e chiarità sulla questa propria regalità, l’Iniziato si rivolge a se stesso – al proprio spirito – e si dice: “Alzati dunque, mostrati in tutta la tua grandezza o Horus risuscitato, o uomo rinato con il battesimo della conoscenza. Gli stessi dei – le divinità che hanno perso quell’Uno che tu hai ritrovato – hanno riconosciuto i tuoi attributi regali, la tua qualità e il tuo diritto di figlio del Re”.

Estratto da ricercapsichica

Thot -nella religione degli antichi egizi, l’ibis, il dio della Luna, una delle divinità più sagg

Gli antichi egizi erano molto bravi e già sapevano organizzarsi in archivi storici per i loro manoscritti come facciamo oggi con i libri e, questo, ha facilitato gli storici a ricostruire la loro storia.

Quindi quella che si conosce è certamente fede alla conoscenza veritiera. In questi manoscritti ci sarebbero anche i libri di Thot, detti anche “i libri della conoscenza nascosta”.

Questi libri non sono mai stati ritrovati. Non si sa chi li ha scritti e non ne si conoscono nemmeno i contenuti. Al mondo solo 2 persone sanno ( o meglio, sapevano ) di questi scritti. Mi riferisco a William Petrie e Ora Kinnaman, due massoni. Dissero che l’umanità non era ancora preparata per queste cose e così decisero di non dire niente ( a parte Kinnaman che, prima della morte, accennò ad una porta segreta ).

In sostanza, i libri di Thot contengono conoscenze segrete, ma chi sa quali siano. Considerato l’inventore della scrittura e il custode dei segreti dei movimenti del cielo, secondo l’antica tradizione Egizia a Thot venivano attribuiti vari significati tra cui il più famoso è “Thot, Tre Volte Grande”, da cui deriva il nome in greco del dio stesso, Ermete Trismegisto. Figlio di Ra, di cui era anche consigliere, era il dio della Luna, della sapienza, della scrittura, della magia, della misura del tempo e della matematica e geometria.

Gli Egizi, che lo raffiguravano con la testa di Ibis, il cui becco somiglia a una Luna crescente, gli attribuivano anche la creazione del calendario di 365 giorni. Il mistero che lo circonda è dovuto, soprattutto, ai libri che avrebbe scritto e nascosto, un vero mistero.

L’intento degli antichi sarebbe stato quello di trasmettere ai posteri il modo per calcolare la fine di ogni ciclo cosmicoterrestre, solitamente accompagnato da catastrofi planetarie. Per questo eressero costruzioni talmente imponenti da resistere al peggiore dei cataclismi, monumenti nelle cui proporzioni matematiche e allineamenti astronomici, era contenuto un messaggio che, in questo modo, sarebbe sopravvissuto al trascorrere dei secoli.

Comunque l’enigma sull’esistenza dei libri di Thot è, per ora, destinato a rimanere tale anche perché,anticamente, la conoscenza veniva trasmessa verbalmente.

Leggi l’articolo su Sapere di tutto un po’

ll serpente di luce

Sulla Terra, ogni 13.000 anni, ha luogo un evento sacro e segreto che provoca un mutamento globale, un avvenimento che modifica letteralmente il corso della storia. Ai giorni nostri questo raro evento è in corso, ma solo pochi ne sono al corrente. La maggior parte delle persone che lo sanno ha mantenuto il segreto e l’ha tenuto nascosto fino a oggi.

Sto parlando della Kundalini della Terra. Esiste una energia, connessa col centro della Terra, che quando si muove ha un aspetto e un comportamento molto simili a quelli di un serpente, un po’ come il movimento dell’energia Kundalini nel corpo umano.

La Kundalini della Terra è l’energia segreta che mette in comunicazione i cuori di tutta l’umanità.

Questa Kundalini è sempre radicata in un singolo punto della superficie terrestre, dove resta per un periodo di circa 13.000 anni. Poi si sposta in un altro punto e ci resta per altri 13.000 anni, in base ai cicli temporali o alla cosiddetta Precessione degli Equinozi. Quando si sposta, il significato che diamo al concetto di “spirituale” si modifica. Esso si trasforma in base alle nuove energie del ciclo che sta iniziando, conducendoci su un sentiero spirituale più elevato.

Una visione più estesa del fenomeno è la seguente: la Kundalini ha due poli, uno dei quali si trova esattamente al centro della Terra; l’altro sta in superficie, in un determinato punto del mondo che può trovarsi ovunque. E la coscienza stessa della Terra a decidere la sua collocazione.

Inoltre, esiste una pulsazione che, esattamente ogni 12.920 anni, fa invertire la polarità della Kundalini della Terra, costringendola simultaneamente a spostarsi in un altro punto della superficie terrestre. Questa nuova dimora della Kundalini terrestre non solo provoca il rapido risveglio delle popolazioni stanziate vicino a quel luogo sacro del pianeta, ma invia anche una frequenza alle griglie elettromagnetiche disposte intorno alla Terra. A sua volta, ciò influenza quelle griglie di coscienza secondo modalità determinate dal DNA della Terra.

Noi ci evolviamo secondo un progetto e un disegno predeterminati.

I pochi che sono a conoscenza di questo evento e di ciò che sta accadendo intorno a noi, ricevono sapienza ed ereditano uno stato di pace interiore, poiché conoscono una grande verità. Nonostante il caos, le guerre, le carestie, le malattie, le crisi ambientali e il crollo morale di cui tutti sul pianeta siamo vittime alla fine del vecchio ciclo, quelle persone comprendono la transizione e non hanno paura. La mancanza di paura è la chiave segreta del mutamento che per milioni di anni si è sempre verificato dopo questo sacro evento cosmico.

A un dato livello ciò significa che ora tocca alla componente femminile condurre l’umanità (womankina] nella Nuova Luce. Questa luce spirituale femminile alla fine pervaderà tutta la sfera dell’esperienza umana, ponendo la donna in posizione di leadership non solo nel mondo degli affari e della religione, ma anche al rango di capo di stato.

Entro il 2012-2013 questa luce spirituale femminile diventerà talmente viva da rendersi ovvia a chiunque si trovi su questo nostro caro pianeta, e continuerà a svilupparsi per millenni.

Quello che è successo nel mondo lungo il percorso della Kundalini terrestre ha dell’incredibile: popoli di culture e paesi diversi hanno cooperato fianco a fianco “come se” fossero stati coordinati da un potere superiore, semplicemente per il bene della vita umana.

Ci sono decine di migliaia di persone, principalmente popoli indigeni, che dal 1949 a oggi hanno seguito una profonda guida interiore per contribuire a guidare questo indomito Serpente Bianco nella sua nuova dimora, le altitudini delle Ande cilene, dove ora si è finalmente stabilito. Questo rappresenta non solo un passaggio di potere spirituale al maschile al femminile, ma anche un trasferimento di potere spirituale dal Tibet e dall’India verso il Cile e il Perù.

Il processo di alimentazione e diffusione della Luce del Mondo messo in atto dalle culture tibetana e indiana ora si è compiuto. Il nuovo regno di quella Luce è appena cominciato in Cile e in Perù, da dove presto avrà effetto sui cuori di tutta l’umanità…

[Tratto dall’introduzione del libro Il Serpente di Luce di Drunvalo Melchizedek, 2008]

Carlos Castaneda

 


Carlos Castaneda

 

…”Sono meravigliose le opere di un Tolteca che va tessendo con fili luminosi la parola, saltando all’abisso tra pensieri, navigando in macchie d’olio di emozioni che come offerte fanno risplendere la coscienza del fuoco nel cuore dell’aquila. Con quante dogane di sincronie ha dovuto fare i conti, con quante chiamate di attenzione tra la tensione e il rilassamento, quanti tramiti per un passaporto per l’infinito.

Aspetta cacciatore di sincronie.. è il momento!  Tolteca risuona in 13 Universi ed è valido in qualsiasi galassia, i suoi fondamenti sono l’universo stesso.

In questi 13 Universi esistono esseri che anelano tale istruzione. Quantità di esseri inorganici hanno dimenticato l’ordinamento della libertà totale e schiavizzati dalla immortalità percepiscono la loro mortalità; quantità di esseri ossessionati dal potere continuano a battagliare aggrappati ai concetti che danno loro sicurezza; quantità di esseri paranoici sono  bucherellati dallo stato di allerta naturale dell’Universo che li porta a sentirsi il centro del mondo, gli eletti; quantità di esseri planetari imprigionati in mondi caldi e gelati, implorano perché venga loro ricordato il principio della libertà totale; quantità di esseri cui nulla li riempie ricercano come mendicanti, anche una goccia d’acqua che sazi la loro disperata ricerca. 

L’insegnamento di Don Juan Quetzalcoatl sparge il suo Intento in 13 Universi. Non ti sembra inquietante e meraviglioso mio caro cacciatore di sincronie? “… (da  IL CACCIATORE DEL NAGUAL di Carlos Jesús Castillejos V. Chichilcuautli in La Via Salka http://www.laviasalka.it/)

Carlos Castaneda (1925-1998), scrittore e antropologo peruviano, ha studiato a lungo anche etnologia e parapsicologia. Il primo incontro con Don Juan Matus, uno sciamano yaqui, risale al 1960. Il suo apprendistato al peyotl (Mescalito) e alla datura vengono minuzuisamente descritti nel resoconto del periodo trascorso insieme a Don Juan (dal ’61 al ’65), in “A scuola dallo stregone” 1968.

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Carlos Castaneda