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Cap.2 -ERMETE TRIMEGISTO A SUO FIGLIO TAT: DISCORSO SEGRETO SULLA MONTAGNA DELLA RINASCITA E DELL’ORDINE DEL SILENZIO

Nei discorsi generali, padre, tu hai parlato per enigma sulla divinità e non hai rivelato il senso delle tue parole quando hai detto che nulla poteva esser salvo senza rinascere. Io mi rivolsi a te supplicandoti di spiegarmi le parole che tu mi avevi dette nel passaggio della montagna, desiderando apprendere la parola della rinascita che mi è più sconosciuta del resto, e tu mi dicesti che me l’avresti fatta conoscere quando io sarei stato straniero al mondo ; io mi preparaidunque a rendere il mio pensiero straniero all’illusione del mondo. Conducimi ora, secondo la tuapromessa, all’iniziazione ultima della rinascita, sia a voce, sia per un cammino nascosto. Io non so, o Ttimegisto, di quale materia, di quale matrice, di quale semenza l’uomo sia nato.

Erm.: O figlio mio, la saggezza ideale è nel silenzio e il vero bene è la semenza.

Tat : E chi la semina? Perché io ho bisogno di conoscere tutto.

Erm.: La volontà di Dio, figlio.

Tat : E donde viene il generato, padre mio? Essendo privato dell’essenza intelligibile che è in me,

altro sarà il dio generato, il figlio di Dio.

Erm.: Il tutto nel tutto, composto di tutte le forze.

Tat : E’ un enigma, padre mio, e tu non mi parli come un padre parla al suo figlio.

Erm.: Questo genere di verità non si impara, figlio mio, ci si ricorda quando Iddio lo vuole.

Tat : Tu mi dici cose impossibili e violente, padre, ma io voglio giustamente obiettarti: Sono uno straniero, il figlio di un’altra razza? Non ripudiarmi, padre, ché io sono il tuo vero figlio ; spiegami il modo della rinascita .

Erm.: Che ti dirò , figlio mio? Non ho nulla da dirti fuorché questo : una visione ineffabile si è prodotta in me. Per la misericordia di Dio , io sono immortale, non sono più lo stesso, sono nato

in intelligenza . Ciò non si apprende da questo elemento modellato , per mezzo del quale è dato vedere, per ciò io non mi curo più della mia primitiva forma composta , né m’importa che io sia colorato , tangibile e misurabile. Io sono straniero a tutto ciò . Tu mi vedi con i tuoi occhi e pensi a un corpo e a una forma visibile, ma non con codesti occhi mi si vede ora, o figlio .

Tat : Tu mi fai diventar pazzo , mi fai perdere la ragione, padre mio . Io non vedo più me stesso , ora.

Erm.: Possa tu, figlio mio , uscire da te stesso senza dormire, come si è, dormendo , trasportati nel sogno .

Tat : Dimmi ancora questo : chi è il generatore della rinascita?

Erm.: Il Figlio di Dio , l’Uomo uno per volontà di Dio .

Tat : Ora, padre mio , tu mi hai reso muto ; non so che pensare, poiché ti vedo sempre della stessa grandezza e con la stessa figura.

Erm.: Tu t’inganni anche in questo , poiché le cose mortali cambiano aspetto tutti i giorni: il tempo le accresce o le diminuisce: esse non sono che menzogne.

Tat : E che cosa è vero , o Trimegisto?

Erm.: Ciò che non è turbato , figlio , ciò che non ha né colore né forma: l’immutabile, il nudo , il luminoso , ciò che si comprende da sé, l’inalterabile, il bene, l’incorporeo .

Tat : In verità io perdo il giudizio , padre mio . Mi sembrava che mi avessi fatto divenir saggio, questo pensiero distrugge le mie sensazioni.

Erm.: Così è, filgio mio . La parte leggera si solleva come il fuoco , la parte pesante discende come la terra, e l’umido cola come l’acqua e il soffio spira come l’aria. Ma come potrai cogliere con i sensi ciò che non è né solido né liquido né duro né molle, ciò che si concepisce solo inpotenza e in energia? Per comprendere la nascita in Dio , ti bisogna la sola intelligenza.

Tat : Ne sono dunque incapace, o padre?

Erm.: Non disperare, figlio mio ; il tuo desiderio si compirà, il tuo volere avrà il suo effetto ; addormenta le sensazioni corporee, e tu nascerai in Dio , purificato dalle cieche vendette della materia.

Tat : Io ho dunque delle vendette in me?

Erm.: E non in piccolo numero , figlio mio ; esse sono terribili e numerose.

Tat : Ed io non le conosco?

Erm.: La prima è l’ignoranza, la seconda la tristezza, la terza l’intemperanza, la quarta la concupiscenza, la quinta l’ingiustizia, la sesta l’avarizia, la settima l’errore, l’ottava l’invidia, la nona la malizia, la decima la collera, l’undicesima la temerità, la dodicesima la malvagità. Sono dodici e ne hanno sotto di sé un gran numero ancora. Mediante la prigione dei sensi, esse sottomettono l’uomo interiore alla passione dei sensi. Essi s’allontanano a poco a poco da colui che Dio ha preso a pietà, ed ecco in che cosa consistono il modo e la ragione della rinascita. Ed ora, figlio mio , silenzio , e lode a Dio : la sua misericordia non ci abbandonerà. Rallègrati ora, figlio mio , purificato dalla potenza di Dio nell’articolazione della parola.

La Gnosi è entrata in noi, e subito l’ignoranza è fuggita. La conoscenza della gioia ci giunge e, davanti a essa, figlio mio , la tristezza fuggirà verso quelli che possono ancora provarla. La potenza che io invoco , dopo la gioia, è la temperanza; o bella virtù! Sforziamoci di riceverla, figlio ; il suo arrivo scaccia l’intemperanza. In quarto luogo invoco la continenza, la forza opposta alla concupiscenza. Questo grado, figlio mio , è il seggio della giustizia: vedi come essa ha cacciato ,senza lotta, l’ingiustizia. Noi siamo fatti giusti, figlio mio ; l’ingiustizia è fuggita. Evoco la sesta potenza: la comunità che viene in noi per lottare contro l’avarizia. Quando questa è andata via, invoco la verità; l’errore fugge e la raltà appare.

Vedi, figlio , la pienezza dei beni che segue l’apparizione della verità, poiché l’invidia s’allontana da noi, e, per mezzo della verità, il bene ci giunge con la vita e con la luce, e non resta più in noi alcuna vendetta delle tenebre, ma, vinte dall’impeto , si ritirano .

Tu conosci, figlio mio , la via della rigenerazione. Quando la decade è completa, la nascita ideale è compiuta, la dodicesima vendetta è cacciata, e noi nasciamo alla contemplazione.

Colui che ottiene dalla misericordia divina la nascita in Dio , è liberato dalle sensazioni corporee, riconosce gli elementi divini che lo compongono e gode d’una perfetta felicità.

Tat : Fortificato da Dio , o padre, io contemplo non con gli occhi, ma con l’energia intellettuale

delle potenze. Io sono nel cielo , sulla terra, nell’acqua, nell’aria; io sono negli animali, nelle

piante, nell’utero , prima dell’utero , dopo l’utero , dovunque. Ma dimmi ancora questo : come le vendette delle tenebre che sono il numero di dodici, sono cacciate dalle dieci potenze? Quale ne è il modo , o Trimegisto?

Erm.: Questa tenda che abbiamo attraversato , figlio mio , è formata dal cerchio zodiacale che si compone di dodici segni, di una sola natura e d’ogni sorta di forme. Esistono là delle coppie destinate a perdere l’uomo e che si confondono nella loro azione. La temerità è inseparabile dalla collera: esse non possono esser distinte. E’ dunque naturale e conforme alla giusta ragione chespariscano insieme, cacciate dalle dieci potenze, cioè dalla ” decade ” , poiché questa, o figlio , è la generatrice dell’anima. La vita e la luce sono unite là dove nasce l’unità dello spircontiene dunque, razionalmente, la decade, e la decade contiene l’unità.

Tat : Padre, io vedo l’universo in me stesso , nell’Intelligenza.

Erm.: Ecco la rinascita, figlio mio ; distogliere il pensiero dal corpo delle tre dimensioni, secondo questo discorso sulla rinascita che io ho commentato , affinché noi non sembriamo nemici dell’universo alla folla, cui Dio non vuol rivelare queste cose.

Tat : Dimmi, padre, questo corpo composto di potenze si decompone?

Erm.: Parla bene, figlio mio , non dire delle cose impossibili: sarebbe un errore e una empietà dell’occhio della tua intelligenza. Il corpo sensibile della natura è lontano dalla generazione essenziale. L’uno è decomponibile, l’altro no ; l’uno è mortale l’altro immortale. Non sai che sei diventato Dio e figlio dell’Uno come me?

Tat : Io vorrei, o padre, la benedizione dell’inno che tu hai promesso di farmi sentire quando io fossi giunto all’ ” ogdoade ” delle potenze.

Erm.: Secondo l’ ” ogdoade ” rivelata da Pimandro , tu ti affretti con ragione, figlio , di uscire dalla tua tenda ( dal tuo corpo ) perché sei purificato . Pimandro , l’Intelligenza sovrana, non mi ha trasmesso nulla di più di quel che è scritto , sapendo che io potevo , da me, comprendere e intendere tutto quello che volessi, e veder tutte le cose; e mi ha prescritto di fare ciò che è bello .

Ecco perché tutte le potenze che sono in me, lo cantano .

Tat : Io voglio , padre, intendere e comprendere.

Erm.: Ripòsati, figlio , e intendi la benedizione perfetta, l’inno di rigenerazione che io non ho voluto rivelare tanto facilmente se non a te, in fine di tutto . Poiché esso non s’insegna, ma si nasconde nel silenzio . Così, figlio mio , mettiti in luogo scoperto e, guardando verso il vento di Sud, prostèrnati al cadere del sole, e al suo levare prostèrnati dalla parte del vento di Est. Ascolta dunque, figlio mio :  ….continua

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Thoth, l’Atlantideo

– Io sono Thoth, Colui Che riempie Tutto, Io sono Thoth Che tocca tutto dalle Profondità… Io sono la Base sulla Quale si distende l’Esistenza universale. Tutto “il manifestato” si trova nel Mio Petto.

Io sono Thoth, Che costruì il Proprio Tempio, fatto di Me Stesso e sono Thoth Che lo riempì.

Io sono Thoth Che è sopra e Thoth Che è sotto! Io sono Thoth Che conosce l’Essenza delle cose. Io sono Thoth Che è tutto l’Oceano!

Come la gente comincia a cercarMi? Essi distendono le braccia verso il cielo e Mi invitano, come la Luce, in se. In questo modo una volta Io cominciai un lavoro con voi. Ricordate “il risveglio”, “la danza spontanea”… Comprendete che ero Io a darvi questo personalmente! Già in quei tempi Mi ero interessato di te, Vladimir!

Così, pian piano germogliavano i semi sul quel terreno favorevole che Io creai per voi. E anche intorno crescevano i rampolli. Purtroppo, dopo, qualcuno di loro appassì.

Ma adesso si è creato un complesso d’anime pronte e mature, di cui ho cominciato a fare Nuovi Atlantidei! Potrete chiamarvi così!

La permanenza nel silenzio è diventata il patrimonio di ognuno dei presenti qui. Voglio che voi vediate che senza di questo non si può andare sul Sentiero spirituale con “ passi da gigante” come avete fatto voi.

Vi benedico per l’ulteriore Servizio a tutti Noi: Incarnati e Disincarnati! Accettate il Nostro Amore!

– Dicci: anche Tu ce l’hai un corpo immortale come Adler?

– Si. Ma questo corpo non è destinato ad un’incarnazione in questo continente. Io periodicamente lo ripristino fra gli indiani dell’America del Nord.

– Il tuo corpo ha l’immagine di un indiano?

– L’immagine del corpo non ha significato, ma la struttura molecolare si ricostruisce così com’era.

Spesso visitai quella regione; formai il corpo per un breve periodo: una settimana, dieci giorni, due giorni. Faccio loro visita per raccontare qualche cosa.

– Tu parli d’indiani che vivono isolati, non nelle città?

– Si, proprio in riservatezza.

– Perché Tu sei innamorato proprio di questo popolo?

– Io non intendevo questo. Nessuno di Noi è legato a qualche popolo in particolare. Ciò è dettato dalla necessità, sullo sfondo dell’Amore per tutti.

– Lì ci sono le anime mature (pronte per ricevere le conoscenze supreme)?

Thoth ci mostra il tipico modo di vivere degli indiani, fra la natura: loro vivono sulla riva del lago, la sera cantano gli inni delle tribù che è caratteristico per questo territorio.

Questa gente è costantemente impegnata nella ricerca della libertà personale. Tale tradizione è stata conservata per secoli: la ricerca della libertà personale per sé, per la propria tribù e per tutta la gente della Terra! Ma come si fa a far capire tutto questo all’altra gente?

Thoth ci dimostra una visione: sta vivendo una tribù di circa ottocento persone, qualcuno insieme al Capo sta a sedere intorno al fuoco.

– Sono a sedere, come voi adesso, e Mi stanno ascoltando.

Sono sempre l’Ospite d’Onore fra loro.

Gli indiani avrebbero potuto raccontare tantissime cose all’altra gente della Terra. Ma c’è il problema che sono pochi quelli che li ascoltano.

… Adesso la situazione è tale che Io non posso affidare la completezza delle Mie conoscenze a nessuno, a parte di voi. Perché voi avete la completezza, le vedute ampie e la profondità della penetrazione in Me.

Per questo Io vi ho affidato proprio questa parte del servizio spirituale dal Nome Mio sulla Terra.

Ogni passo di questo grande impegno deve essere fatto con il Mio aiuto e Ognuno di Noi. Dovete essere consapevoli e rendervi conto della grande importanza e serietà di questa tappa del vostro servizio sulla Terra! Voi avete una grossa responsabilità! E tutto quello che state facendo deve essere fatto in modo responsabile, rigoroso e solenne!

Ricordate Atlantide? Dio ha un progetto analogo che sta partendo adesso sulla Terra: far ritornare in vita le conoscenze antiche, quelle degli Atlantidei, tramite voi Miei cari! Voi siete per Me la Mia piccola Atlantide!

L’intenzione del Creatore è, come il fiume che a primavera straripa, riempire e fare assorbire queste conoscenze alla popolazione della Terra.

Vi ordino di non dimenticare mai l’importanza della responsabilità di questo compito che vi è stato dato: fare ritornare in vita le antiche conoscenze supreme che partono direttamente dal Creatore!

Vi ordino di crescere personalmente mettendo le radici in Me! E vivere secondo l’immagine degli Atlantidei che tengono la Terra sulle loro spalle. Proprio così, vi propongo di portare sulle vostre spalle tutto il peso delle conoscenze sacre che sono state destinate a tutti gli abitanti della Terra.

– Thoth ci racconti, per favore, della Tua vita ad Atlantide!

– Questo accadeva molti secoli fa, all’alba della civiltà, in quei tempi lontani dei quali l’umanità non sa quasi niente.

Atlantide! Bellissima! Atlantide è la Mia terra natale, dove Io sono nato e cresciuto!

In quei tempi sulle isole d’Atlantide abitava una civiltà che era molto avanzata nella tecnologia. Per esempio, loro avevano il sistema dell’approvvigionamento dell’acqua nelle case.

Gli Atlantidei avevano anche le vere conoscenze del senso della vita: dell’avvicinamento a Dio, all’Unico Inizio Divino. E proprio sulla base di queste idee era fondata la vita della società. L’insegnamento delle conoscenze sull’ordinamento della creazione del mondo e sul posto dell’uomo in essa, su come si costruiscono i destini della gente e sul modo giusto di vivere. Tutto ciò faceva naturalmente parte del sistema dell’istruzione.

La vita spirituale della società degli atlantidei era amministrata dagli iniziati supremi; loro trasmettevano le verità che attingevano direttamente da Dio.

Gli atlantidei erano persone semplici e come tali vivevano, non erano affatto degli dei. La loro vita non era spensierata. Come gli altri popoli della Terra, essi dovevano lavorare per vivere.

La maggior parte dei problemi che avevano loro erano gli stessi che aveva qualunque altra società umana.

Ma il patrimonio della loro civiltà era l’insegnamento del vero scopo della vita, considerato la base su cui si fondava la loro società. E anche se erano semplici “mortali” nella loro vita e nella loro visione del mondo vi era una reale componente Divina.

… La Mia istruzione cominciò in una delle scuole spirituali d’Atlantide. Io ero molto giovane, cominciavo appena a scoprire questo bellissimo meraviglioso mondo.

Il processo d’istruzione iniziale durava per anni. Gli allievi dovevano prima di tutto acquisire l’esperienza dell’autoregolazione psichica, il controllo dei propri stati emozionali. Contemporaneamente si riceveva ampio materiale teorico.

Questo, però, era soltanto il gradino iniziale che in tanti potevano raggiungere. Per la maggioranza l’istruzione finiva qui e soltanto pochi erano scelti dai maestri per la successiva istruzione. Questo corso iniziale permetteva di trovare fra tutte le anime quelle che erano promettenti e idonee al veloce successivo avanzamento.

Io ero uno di quelli: un giovanotto che passionalmente desiderava di acquisire quegli alti livelli dello sviluppo spirituale ai quali sono riusciti ad arrivare i maestri della nostra società.

Ma la selezione per quell’istruzione era molto severa. I candidati erano sottoposti necessariamente al controllo della loro stabilità e costanza nel procedimento di questo Cammino.

… Continua su THOTH L’ATLANTIDEO

Toth ed il suo Libro Segreto contenente un’antichissima sapienza sono ancora un mistero tutto da svelare dell’antico Egitto.


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LA SINDROME DI TOTH
di Vittorio Di Cesare


Uscendo dalla strada principale di Mallawi, un piccolo paese dell’Alto Egitto, ad otto chilometri e mezzo s’incontra il villaggio di El-Ashmunein, l’antichissimo centro sacro di Khmunu, la capitale del XV Nomo egizio, l’Hermopolis dei Greci. Si è già nel deserto e la sabbia avviluppa i pochi resti dei monumenti sopravvissuti come una coltre spessa dominata dai contrafforti rocciosi dello Gebel. Un tempo l’acqua incanalata dal vicino Nilo teneva a bada l’aridità e boschetti di alberi di tamerici e palme ombreggiavano questo importante centro dedicato al dio-luna Toth, il Guaritore, lo Scriba degli Dei, l’inventore della scrittura, della matematica e del calendario, il più Saggio tra le divinità egizie creatrici.

Toth aveva fama di guaritore poiché aveva curato gli dei Horo e Seth dopo il loro combattimento nel quale si erano letteralmente fatti a pezzi. I Testi delle Piramidi raccontano che la contesa avvenne proprio ad Hermopoli, dove l’Egitto fu spartito tra le due divinità sotto il giudizio di Toth. Per questo motivo la città divenne un importante centro culturale e religioso del dio-luna dal volto di ibis o di scimmia, raffigurato anche in una delle quattro coppie dell’Ogdoade. I

l nome della città Khmunu significava, infatti, la città degli Otto, il luogo dove il sole, si diceva, era sorto per la prima volta e dove il creato aveva preso avvio.

Quale scriba degli dei Toth segnava il nome di ogni nuovo faraone sulle foglie di un albero sacro che cresceva dentro vasche circolari in mattoni nella “pianura delle tamerici”.

Mura spesse quindici metri delimitavano il tempio all’interno del quale c’erano due grandi statue del dio Toth sotto forma di babbuino, un animale la cui espressione umana ricorda lo stato primordiale dell’uomo agli albori della sua evoluzione, prima in altre parole che una scintilla divina lo trasformasse.

Toth era ritenuto così importante che il faraone Amenofi III fece incidere su queste statue il suo cartiglio reale quasi a porre l’accento che il dio gli apparteneva di diritto conferendo al sovrano gli stessi attributi divini di saggezza e sapienza infiniti.

Stranamente, più degli altri dei, Toth fu blandito ed eletto protettore dell’umanità sofferente, continuando insomma ad esercitare una sottile influenza anche quando l’importanza delle altre divinità egizie furono eclissate dall’Ellenismo e poi dal Cristianesimo.

In epoca copta la figura di Toth fu trasformata in un temibile mago, ed infine nell’”Ermete Trimegisto” della tradizione esoterica alessandrina.

LA CASA DELLA VITA

Ad El-Ashmunein del tempio di Toth oggi non resta nulla. Le sue pietre furono utilizzate per far calce ed i monumenti abbattuti e dispersi. Restano quindi poche rovine spazzate dal vento e arroventate dal sole. Da qualche parte sotto la sabbia potrebbe nascondersi però la stanza segreta che un tempo conteneva la celebre biblioteca del santuario.

La tradizione egizia sosteneva, infatti, che il dio dal volto d’ibis, inventore dei geroglifici, aveva compilato un libro contenente la base di ogni sapere: il mitico e potente “Libro di Toth”. È evidente che questo libro andava custodito gelosamente.

Il papiro di Toth, come tutti i papiri egizi importanti, era conservato nella biblioteca segreta del tempio di Hermopolis, ovvero nella “Casa della Vita ” (in egizio “Per-ankh”).

Ogni tempio, da Karnak a Luxor ad Abydo, possedeva una simile biblioteca di libri sacri. Nel Tempio di Edfu, nell’Alto Egitto, costruito tra il 237 e il 57 a.C. in onore del dio Horus, si può ancora visitare una di queste “Sale dei Libri”. In una nicchia-biblioteca sono ancora visibili i geroglifici che indicano i nomi di 37 libri sacri oggi perduti. Erano opere che servivano a respingere le forze del male, i demoni, i rettili ed i leoni, e lo si capisce dagli stessi titoli, quali “Conduzione del Tempio”, il “Libro del Malocchio” e quello del “Ritorno periodico del Sole”. C’era anche una specie di atlante geografico per conoscere ogni luogo della Terra. Insomma, tutta la conoscenza di Toth era distillata in quel documento che nel 200 d.C. l’imperatore Settimio Severo ordinò di racchiudere nella tomba di Alessandro Magno. Fu una decisione strana che si potrebbe spiegare con la capacità di questo papiro di combinare guai: cosa di cui esiste un’abbondante documentazione.

Il “Papiro Westcar”, un manoscritto redatto tra la XVI o XVII dinastia, trovato da Miss Westcar, l’inglese che lo portò dall’Egitto, racconta della ricerca condotta da Cheope per trovare “qualcosa” appartenuto al tempio di Toth ed del suo duplice aspetto che, come recita una enigmatica formula del papiro Westcar (la 733), lo definisce come un “serpente notturno che attacca la notte”.

Toth, in effetti, era figlio di Aner, nome che in egizio significa pietra, e come tale definito come una entità “malvagia”, “venuta dalla divinità” caduta sulla Terra. Quale significato nascondono mai queste parole?

Perché, ad un certo punto della storia egiziana, Toth è citato come colui che possiede i segreti della “Tavola di Smeraldo”? Il misterioso libro era inciso sulla pietra?

Di certo la pericolosità del Libro di Toth era nota nell’antichità, tant’è vero che in un papiro tradotto a Parigi nel 1868, si narra di una congiura di corte terminata con la distruzione di quello stesso Libro che era servito ad ispirarla.

Con l’aiuto delle sue formule magiche alcuni cortigiani cospirarono contro il faraone il quale, scampato miracolosamente al pericolo, dette ordine di giustiziare i ribelli e di bruciare ogni copia di quell’esecrato testo per evitare che altri tentassero di usarne la magia.

La stele di Metternich ricorda invece come fu lo stesso Toth a distruggere il suo papiro ritenendolo pericoloso.

LA STORIA DI SETNE

Un’altra citazione del Libro di Toth è riportata in un papiro rinvenuto nel 1864 a Deir el Medina, in Egitto, durante uno scavo archeologico. Nella tomba di un monaco copto vi erano dei manoscritti di epoca egizia conservati in un cofano di legno.

Probabilmente i confratelli del morto, ritenendo quei papiri pericolosi per la fede, li avevano sepolti con il loro proprietario, l’unico capace di leggerne il contenuto.

Il papiro, conservato oggi nel Museo del Cairo, racconta la storia di un altro papiro in cui si narra la storia di Setne, figlio del faraone Ramsete II, collezionista di testi antichi, il quale per entrare in possesso del Libro di Toth lo rubò da una tomba di Menfi attirando su di sé una terribile maledizione.

“Setne – diceva il manoscritto – trovò una pietra che subito alzò, e che nascondeva l’entrata della tomba. La tomba splendeva della luce che usciva dal libro e là stava il mago Naneferptah con sua moglie Ihuret e suo figlio, perché il loro Doppio era con lui grazie al potere del libro di Toth. (…) Il libro di cui ti parlo é in mezzo alle acque di Copto, dentro uno scrigno di ferro; lo scrigno di ferro é dentro uno scrigno di rame e lo scrigno di rame é dentro uno scrigno di legno (…) Ma tutto intorno agli scrigni per dodicimila cubiti vi sono serpenti, scorpioni e rettili d’ogni specie, compreso un serpente di eternità arrotolato intorno agli scrigni.”

Setne prese in mano quel libro e vi lesse un incantesimo per “…incantare il Cielo, la Terra, l’Oltretomba, i monti e i mari, e seppi tutto quello che dicevano gli uccelli del cielo e i pesci del mare e le bestie delle montagne”.

Purtroppo una maledizione terribile colpì tutta la famiglia dell’incauto stregone. Si cercò di rimediare rimettendo nella tomba il libro ma Setne, tredici suoi fratelli e molti altri parenti morirono uccisi dagli spiriti. Sopravvisse Merenptah che ereditò il regno.

LA RICERCA CONTINUA

Il culto di Toth si diffuse in tutto il Mediterraneo, specie nella vicina Cartagine fenicia. Qui, nel tempio sulla collina di Byrsa, dov’è oggi il Museo del Bardo, fu costruito un tempio al dio lunare Eshmoun, equivalente di Toth, a sua volta protettore della cultura e dell’intelletto.

Il tempio sorgeva poco distante dal porto, costruito, a detta di qualcuno, rispecchiando le proporzioni della mitica Atlantide, protetta, come il tempio egizio di Hermopolis, da una cinta muraria più interna rispetto a quella che circondava Cartagine. Anche qui, nelle cripte segrete del tempio, erano depositati migliaia di rotoli sacri scritti dalla stessa mano di Thoth che aveva insegnato agli uomini a “…calcolare il tempo, gli anni ed i segreti della magia”.

I fondatori di Cartagine fecero copie dei papiri di Thoth, più tardi diventato Ermete Trimegisto, il “tre volte grande “, in quanto col tempo il suo culto si diffuse nelle più importanti città del Mediterraneo.

La biblioteca di Eshmoun a Cartagine era paragonabile a quella di Alessandria, di Pergamo, di Siracusa, di Atene, città che con i loro traffici marittimi diffusero in tutto il mondo antico culto e cultura di questa divinità.

La speranza di trovare il Libro di Toth, o una delle sue copie, viaggia ancora nel tempo. Promettendo insegnamenti, iniziazioni, apocalissi, come tutti i libri misteriosi continua a suggestionare gli uomini in ogni tempo.

L’importanza di questo testo doveva essere davvero grande, tanto che i Berberi pretendevano da Roma i Libri Punici, già contenuti nel tempio di Baal Ammone a Cartagine (Libro di Toth compreso), in cambio dell’aiuto per sconfiggere la potenza africana.

C’è poi chi si domanda perché Cleopatra richiedesse insistentemente a Pergamo alcuni misteriosi papiri per sostituirli a quelli perduti nell’incendio della Biblioteca di Alessandria.

Ci si arrovella ancora, infine, per capire che cos’era il libro di Juba II, sovrano della Mauritania nonché geografo e naturalista citato più volte da Plinio il Vecchio, nel quale erano scritte occulte rivelazioni tratte da quel misterioso quanto antichissimo testo contenente le conoscenze geografiche del mondo antico, inclusa la posizione di Atlantide…

Relazione presentata al 2 Simposio Mondiale sulle origini ignote della civiltà e gli anacronismi storico-archeologici

S. Marino, 22-23 Settembre 2001


Thot e le Tavole smeraldine

Thoth è un Sacerdote Re Atlantideo, che fondò una colonia nell’antico Egitto dopo l’inabissamento della sua madre patria. Egli fu il fondatore della Grande Piramide di Giza, erroneamente attribuita a Cheope. Vi incorporò la sua conoscenza dell’antica saggezza e sicuramente anche arcaiche testimonianze e metodologie dell’antica Atlantide.

Per circa 16.000 anni governò l’antica stirpe egiziana, approssimativamente dal 50.000 a.C. al 36.000 a.C.

A quel tempo l’antica stirpe barbara, fra i quali egli ed i suoi seguaci si erano inseriti, fu portata ad un alto grado di civiltà.

Thoth era un immortale, in altre parole aveva vinto la morte, morendo soltanto quando voleva ed anche allora non in maniera ordinaria.

La sua grande saggezza lo rese governatore di varie colonie atlantidee, incluse quelle del Sud e del Centro America.

Quando arrivò per lui il momento di lasciare l’Egitto, edificò la Grande Piramide sopra l’entrata delle Grandi Sale di Amenti, vi collocò le sue testimonianze, e nominò custodi dei suoi segreti i più eminenti tra la sua gente. Più tardi i discendenti di questi custodi divennero sacerdoti della piramide, mentre Thoth fu divinizzato “Dio di Saggezza”, ed “il Testimone”, da coloro che vissero nell’epoca oscura che seguì il suo trapasso. Nella leggenda, le Sale di Amenti divennero l’oltretomba, le Sale degli Dei, dove l’anima si trasferisce, dopo la morte, per il giudizio.

Nelle epoche successive, lo spirito di Thoth si incarnò nei corpi di altri uomini, come descritto nelle Tavole. In questo modo ritornò tre volte, l’ultima volta come Hermes, “il tre volte nato”. In quest’ultima incarnazione lasciò gli scritti noti agli occultisti moderni come le Tavole di Smeraldo, un’antologia, più tarda e meno remota, di antichi misteri.

Le Tavole tradotte in questo testo sono dieci e furono lasciate nella Grande Piramide in custodia ai sacerdoti della Piramide. Le prime dieci Tavole sono divise per comodità in tredici parti. Le altre due Tavole, le ultime, sono così importanti e lungimiranti nel loro significato che al momento è stato proibito rivelarne il contenuto al mondo intero [1]. Tuttavia, in quelle qui contenute, vi sono segreti che proveranno al vero studioso il loro inestimabile valore. È necessario leggerle non una volta, ma centinaia di volte, perché solo così può esserne compreso il vero significato contenuto. Una lettura casuale fornirà ispirazioni affascinanti, ma uno studio più attento aprirà varchi di saggezza al ricercatore.

Adesso un accenno di come questi potenti segreti furono rivelati all’uomo moderno dopo essere stati nascosti per così lungo tempo.

Circa 1300 anni prima di Cristo, l’Egitto, l’antico Khem, era in rivolta, e molte delegazioni di sacerdoti furono mandate in altre parti del mondo. Fra questi alcuni Sacerdoti della Piramide portarono con sé le Tavole di Smeraldo come talismano per esercitare la loro autorità su sacerdoti meno evoluti, discendenti da razze di altre colonie atlantidee. Le Tavole furono concepite come leggenda per conferire autorità al detentore da parte di Thoth.

Il particolare gruppo di sacerdoti possessori delle Tavole emigrò in Sud America dove trovò una stirpe fiorente, i Maya, che ricordava molto dell’antica saggezza. I sacerdoti s’insediarono e rimasero con loro. Nel decimo secolo, i Maya si stabilirono completamente nello Yucatan, e le Tavole furono riposte sotto l’altare di uno dei più grandi templi del Dio del Sole. Dopo la conquista dei Maya da parte degli Spagnoli, le città furono abbandonate ed i tesori dei templi dimenticati.

Va detto che la Grande Piramide d’Egitto è stata, ed è ancora, un Tempio d’iniziazione ai misteri. In questa furono iniziati Gesù, Salomone, Apollonio ed altri.

L’autore, [Maurice Doreal N.d.T.] (legato alla “Grande Loggia Bianca” operante anche con il Sacerdozio della Piramide), fu istruito a recuperare e restituire alla Grande Piramide le antiche Tavole. Eseguì il suo compito in seguito a vari avvenimenti non descritti qui. Prima di restituirle, gli fu dato il permesso di tradurle e di tenere una copia della saggezza incisa sulle Tavole.

Questo avvenne nel 1925, e soltanto recentemente è stato consentito di pubblicarne una parte. Ci si aspetta che in molti le screditino. Ciononostante il vero studioso saprà leggere tra le righe e conseguirà la saggezza. Se in voi c’è Luce, la Luce che è incisa in queste Tavole vi risponderà.

Riguardo alla loro forma fisica si tratta di dodici Tavole di smeraldo verde, composte di una sostanza creata per trasformazione alchemica. Sono indistruttibili, resistenti a tutti gli elementi e sostanze. In effetti, la loro struttura atomica e molecolare è fissa, non è mai mutata, perciò eludono la Legge materiale della ionizzazione. Sulle Tavole sono incisi i caratteri nell’antico linguaggio Atlantideo: sono caratteri che rispondono alle onde sintonizzate del pensiero, liberando la vibrazione mentale collegata alla mente del lettore. Le Tavole sono tenute insieme da strisce di amalgama colorata d’oro fissate ad una bacchetta dello stesso materiale. La saggezza ivi contenuta è il fondamento di antichi misteri. Per chi le leggerà con occhi e mente aperti la saggezza aumenterà di cento volte.

Tratto da

La Visione di Ermete

La “Visione di Ermete”, scritto attribuito ad Ermete Trimegisto e giunto fino a noi col titolo “Il Pimandro, ossia l’intelligenza suprema che si rivela e parla”.

Vi si narra di come un giorno, mentre era in meditazione, ad Ermete comparve un essere immenso che si presentò a lui dicendo:

“Io sono Pimandro, l’Intelligenza suprema” e subito egli ebbe una visione prodigiosa del Tutto.

“Ascolta: quello che in te vede e intende è il Verbo, la parola di Dio; l’intelligenza è il Dio Padre. Essi non sono separati poichè l’unione è la loro vita.” E ancora: “Comprendi dunque la luce e conoscila”.

“A queste parole – prosegue Ermete – egli mi fissò a lungo ed io tremai nel guardarlo. E ad un cenno di lui vidi nel mio pensiero la luce e le sue potenze innumerevoli, il mondo infinito prodursi e il fuoco, mantenuto da una forza immensa, arrivare al suo equilibrio. Ecco quel che compresi guardando attraverso la parola di Pimandro”.

Questa esperienza fu all’origine della conoscenza di Ermete, che egli testimoniò, sicchè di lui fu detto:

“Ermete vide la totalità delle cose e, vistala, comprese; e con la comprensione acquisì la forza di testimoniare e rivelare. Mise per iscritto il suo pensiero e occultò gran parte dei suoi scritti, a volte saggiamente tacendo, a volte parlando, così che in avvenire il mondo continuasse a cercare queste cose. E, comandato agli dei suoi fratelli di fargli da corteo, ascese alle stelle”.

Thot, l’intelligenza cosmica

Thoth: Divinità egiziana, con centro di culto ad Hermopolis Magna, capitale dell’Alto Egitto. Patrono delle scienze ed inventore della scrittura geroglifica (v.), era considerato Demiurgo dell’universo mediante la parola, che concretizzò quattro coppie divine costituenti l’Ogdoade ermopolitana. Raffigurato con corpo umano e testa di ibis, è presente nella scena della psicostasia (v.) mentre controlla il peso del cuore del defunto.

Sposo di Maat(v.), fu arbitro della contesa tra HorusSeth nella lotta per la successione di Osiride (v.). É la chiave di volta dell’edificio faraonico. Definito Grande antenato venuto dal paese di Punt, insegnò la scrittura agli abitanti di Kemit, consentendo il loro passaggio dalla preistoria alla civiltà.

Il calamo di T. codifica il tempo, registra gli annali del doppio Paese, scrive la storia e le leggende, apre le strade dell’aldilà e dissimula i grandi segreti dietro i simboli. Questo dio potente prende le sembianze dell’ibis bianco e nero, della scimmia amadriade dai ritmi lunari e del triangolo equilatero nelle scuole dei Misteri che egli regge. Frequenta le cripte dei templi, e nulla insegna a quanti osano penetrarvi, ma svela loro la quintessenza del Mistero, le leggi che governano i mondi e gli enigmi dello stagno di fuoco. Egli apre la bocca per concedere la vita.

Il dio T. ama solo i silenziosi, che sanno attendere anni prima di accedere nel suo tempio di Chmunu-Hermopolis Magna, dove i suoi scritti riposano in una cripta, sotto un grande blocco di purissimo lapislazzuli. “T. è dietro di me quando diventa scuro”, mormora il sovrano Tutmosi a suo figlio, che compone inni per lui. “T. che calma l’Ujat, grande ciarlone, Aton d’argento, Augusto che governa questa terra, che giudica per suo padre Ra, signore della vita, Toro delle stelle, protettore delle parole divine”.

Il dio T. personifica l’Intelligenza cosmica, che dona la luce spirituale, l’Intelligenza pura al di sopra del mondo. Assimilato dai Greci ad Hermes (v.) e dai latini a Mercurio (v.), in epoca ellenistica fu trasformato in Ermete Trismegisto, avendo enorme fortuna nella letteratura originata dalla dottrina dal suo nome definita ermetica. “Io sono Thoth, primogenito di Ra, che ha formato Atum, nato da Khepri. Sono sceso sulla terra con i segreti dell’orizzonte” (Testo dei Mammisi di Edfu).

THOT, guida dei differenti tipi di anime

THOTH (Egiz.) – Il più misterioso ed il meno compreso degli dei, la cui caratteristica personale è completamente diversa da tutte le altre antiche divinità. Mentre le permutazioni di Osiride, Iside, Horo e degli altri sono così numerose che la loro individualità è completamente perduta, Thoth rimane immutabile dalla prima all’ultima Dinastia. Egli è il dio della saggezza ed ha autorità su tutti gli altri dei. È l’archivista ed il giudice. La sua testa di ibis, la penna e la tavoletta dello scriba celeste che registra i pensieri, le parole e le azioni degli uomini e li pesa sulla bilancia, lo accomunano al tipico Lipika esoterico. Il suo nome è uno dei primi ad apparire sui monumenti più antichi.

È il dio lunare delle prime dinastie, il maestro del Cinocefalo, la scimmia dalla testa di cane che in Egitto era simbolo vivente e ricordo della Terza Razza Radice (Dottrina SegretaCosmogenesi, pag. 196-197).

Egli è il “Signore di Hermopoli” Giano, Hermes e Mercurio assieme.

È incoronato con un atef e con un disco lunare, e porta “l’Occhio di Horus”, il terzo occhio, nella sua mano. È l’Hermes Greco, il dio del sapere ed Hermes Trismegistus, l’ “Ermete Tre volte Grande”, il patrono delle scienze fisiche e il patrono e l’anima della conoscenza occulta esoterica.

Come molto espressivamente dice di lui J. Bonwick, “Thoth… ha un effetto potente sull’immaginazione .. in questa intricata ma bella fantasmagoria del pensiero e del sentimento morale di quel passato nebuloso. Invano ci chiediamo come mai l’uomo, nell’infanzia di questo mondo di umanità, nella grossolanità della supposta incipiente civiltà, possa avere sognato un essere celeste come Thoth. Le linee sono così delicatamente tracciate, così intimamente e raffinatamente intessute, che sembra guardare un disegno delineato dal genio di Milton e portato a termine dall’abilità di un Raffaello”. Realmente,  c’era qualche verità nel vecchio detto “La Saggezza degli Egiziani”… “Quando apprendiamo che la moglie di Chefren, costruttore della seconda Piramide, era una sacerdotessa di Thoth, capiamo che le idee da lui rappresentate erano già fissate 6000 anni fa”. Secondo Platone, “Thoth-Hermes era lo scopritore e l’inventore dei numeri, della geometria, dell’astronomia e delle lettere”.

Proclo, discepolo di Plotino, parlando di questa divinità misteriosa, dice: “Presiede su ogni tipo di condizione guidandoci da questa dimora mortale ad un’essenza intellegibile, governando i differenti tipi di anime”. In altre parole, Thoth quale 225 Archivista e Cancelliere di Osiride nell’Amenti, l’Aula del Giudizio dei Morti, era una divinità psicopompa; mentre Giamblico dice che “la croce con impugnatura (il thau otau) che Thoth regge nella mano, non era altro che il monogramma del suo nome”.

Oltre al Tau, prototipo di Mercurio, Thoth porta la verga-serpentina, emblema di Saggezza, che divenne il Caduceo. Mr. Bonwick dice: “Hermes era in senso mistico il serpente stesso. Striscia come quella creatura, silenziosamente, senza sforzo apparente, lungo il corso delle ere. Egli è… il rappresentante dei cieli stellati. Ma è il terrore del serpente cattivo, poiché l’ibis divorava i serpenti dell’Egitto”.

Estratto da Terzo occhio

L’occhio di Horus, il dio Thot e la musica


Nell’antica civiltà egizia era di particolare rilievo il mito della creazione del mondo. Un mito nel quale la musica è protagonista in qualità di creatrice, non del mondo in assoluto, ma come di uno dei possibili modelli.

Fra i simboli fondamentali dell’antico Egitto c’è l’udjat (anche chiamato occhio di Ra), una parola che significa occhio di suono.

Il mito narra che Seth (dio del male), strappa un occhio a Horus (il dio falco), il quale, privato del suo organo essenziale, cade a pezzi. Thot (dio della sapienza), vuole ricostruire il corpo di Horus per ridargli la vita, quando si accorge della mancanza dell’occhio, senza il quale l’opera rimarrebbe incompiuta. Nel cercarlo viene colpito da una musica misteriosa, che lo riporta fino alla parte ultima del corpo di Horus. Thot si accorge che la musica proviene dall’occhio, o meglio, l’occhio era la fonte di tutta la musica esistente.

In altri termini, si comprende che, per gli antichi egizi, tutta la realtà era effettivamente vivente e che la musica ne era l’essenza intima: il substrato.

Quando essa si trova nel suo luogo “naturale”, ovvero intrinseca nelle cose, non può essere udita, proprio perché essa è là dove deve essere e ne rispecchia l’armonia assoluta. Per tale motivo la musica-suono, come si sente nel reale, rappresenta trauma, disordine o addirittura morte, proprio perché essa viene sottratta dall’organismo vivente per essere diffusa nel mondo.

In conseguenza di ciò, la musica veniva utilizzata nei riti funebri come un richiamo alla vita, come tentativo di ricordare ai presenti l’esistenza del piano spirituale.

L’essere vivente, in conclusione, è la parte visibile, la rappresentazione materiale del suono stesso.

E come avrebbe avuto origine il mondo, secondo l’antico Egitto?

Probabilmente dalla Parola, ovvero, dalla musica. Gli egizi si riferivano ad un grido, ad una risata articolata su 7 note musicali crescenti, appartenenti al dio Thot. Da questi scoppi di risa nascono 7 realtà divinizzate (quali la terra, il destino, il giorno, la notte ecc…).

Il numero 7 è un modello simbolico e mistico di perfezione e il suo utilizzo veniva praticato sia nelle arti musicali, sia in astronomia, che in alchimia e nei calendari.

Infine, chi avrebbe creato Thot, creatore del mondo?

Sempre secondo la mitologia egizia, egli si sarebbe autocreato, per cui la musica creerebbe se stessa. Infatti, essendo gli uomini e il mondo, immagine della musica, e fatti di musica stessa, ogni qual volta l’essere umano compone musica sulla terra, essi imitano la divinità riproponendo all’infinito l’atto della creazione.

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Thoth, l’Atlantideo

Thoth, l’Atlantideo

– Io sono Thoth, Colui Che riempie Tutto, Io sono Thoth Che tocca tutto dalle Profondità… Io sono la Base sulla Quale si distende l’Esistenza universale. Tutto “il manifestato” si trova nel Mio Petto.

Io sono Thoth, Che costruì il Proprio Tempio, fatto di Me Stesso e sono Thoth Che lo riempì.

Io sono Thoth Che è sopra e Thoth Che è sotto! Io sono Thoth Che conosce l’Essenza delle cose. Io sono Thoth Che è tutto l’Oceano!

Come la gente comincia a cercarMi? Essi distendono le braccia verso il cielo e Mi invitano, come la Luce, in se. In questo modo una volta Io cominciai un lavoro con voi. Ricordate “il risveglio”, “la danza spontanea”… Comprendete che ero Io a darvi questo personalmente! Già in quei tempi Mi ero interessato di te, Vladimir!

Così, pian piano germogliavano i semi sul quel terreno favorevole che Io creai per voi. E anche intorno crescevano i rampolli. Purtroppo, dopo, qualcuno di loro appassì.

Ma adesso si è creato un complesso d’anime pronte e mature, di cui ho cominciato a fare Nuovi Atlantidei! Potrete chiamarvi così!

La permanenza nel silenzio è diventata il patrimonio di ognuno dei presenti qui. Voglio che voi vediate che senza di questo non si può andare sul Sentiero spirituale con “ passi da gigante” come avete fatto voi.

Vi benedico per l’ulteriore Servizio a tutti Noi: Incarnati e Disincarnati! Accettate il Nostro Amore!

– Dicci: anche Tu ce l’hai un corpo immortale come Adler?

– Si. Ma questo corpo non è destinato ad un’incarnazione in questo continente. Io periodicamente lo ripristino fra gli indiani dell’America del Nord.

– Il tuo corpo ha l’immagine di un indiano?

– L’immagine del corpo non ha significato, ma la struttura molecolare si ricostruisce così com’era.

Spesso visitai quella regione; formai il corpo per un breve periodo: una settimana, dieci giorni, due giorni. Faccio loro visita per raccontare qualche cosa.

– Tu parli d’indiani che vivono isolati, non nelle città?

– Si, proprio in riservatezza.

– Perché Tu sei innamorato proprio di questo popolo?

– Io non intendevo questo. Nessuno di Noi è legato a qualche popolo in particolare. Ciò è dettato dalla necessità, sullo sfondo dell’Amore per tutti.

– Lì ci sono le anime mature (pronte per ricevere le conoscenze supreme)?

Thoth ci mostra il tipico modo di vivere degli indiani, fra la natura: loro vivono sulla riva del lago, la sera cantano gli inni delle tribù che è caratteristico per questo territorio.

Questa gente è costantemente impegnata nella ricerca della libertà personale. Tale tradizione è stata conservata per secoli: la ricerca della libertà personale per sé, per la propria tribù e per tutta la gente della Terra! Ma come si fa a far capire tutto questo all’altra gente?

Thoth ci dimostra una visione: sta vivendo una tribù di circa ottocento persone, qualcuno insieme al Capo sta a sedere intorno al fuoco.

– Sono a sedere, come voi adesso, e Mi stanno ascoltando.

Sono sempre l’Ospite d’Onore fra loro.

Gli indiani avrebbero potuto raccontare tantissime cose all’altra gente della Terra. Ma c’è il problema che sono pochi quelli che li ascoltano.

… Adesso la situazione è tale che Io non posso affidare la completezza delle Mie conoscenze a nessuno, a parte di voi. Perché voi avete la completezza, le vedute ampie e la profondità della penetrazione in Me.

Per questo Io vi ho affidato proprio questa parte del servizio spirituale dal Nome Mio sulla Terra.

Ogni passo di questo grande impegno deve essere fatto con il Mio aiuto e Ognuno di Noi. Dovete essere consapevoli e rendervi conto della grande importanza e serietà di questa tappa del vostro servizio sulla Terra! Voi avete una grossa responsabilità! E tutto quello che state facendo deve essere fatto in modo responsabile, rigoroso e solenne!

Ricordate Atlantide? Dio ha un progetto analogo che sta partendo adesso sulla Terra: far ritornare in vita le conoscenze antiche, quelle degli Atlantidei, tramite voi Miei cari! Voi siete per Me la Mia piccola Atlantide!

L’intenzione del Creatore è, come il fiume che a primavera straripa, riempire e fare assorbire queste conoscenze alla popolazione della Terra.

Vi ordino di non dimenticare mai l’importanza della responsabilità di questo compito che vi è stato dato: fare ritornare in vita le antiche conoscenze supreme che partono direttamente dal Creatore!

Vi ordino di crescere personalmente mettendo le radici in Me! E vivere secondo l’immagine degli Atlantidei che tengono la Terra sulle loro spalle. Proprio così, vi propongo di portare sulle vostre spalle tutto il peso delle conoscenze sacre che sono state destinate a tutti gli abitanti della Terra.

– Thoth ci racconti, per favore, della Tua vita ad Atlantide!

– Questo accadeva molti secoli fa, all’alba della civiltà, in quei tempi lontani dei quali l’umanità non sa quasi niente.

Atlantide! Bellissima! Atlantide è la Mia terra natale, dove Io sono nato e cresciuto!

In quei tempi sulle isole d’Atlantide abitava una civiltà che era molto avanzata nella tecnologia. Per esempio, loro avevano il sistema dell’approvvigionamento dell’acqua nelle case.

Gli Atlantidei avevano anche le vere conoscenze del senso della vita: dell’avvicinamento a Dio, all’Unico Inizio Divino. E proprio sulla base di queste idee era fondata la vita della società. L’insegnamento delle conoscenze sull’ordinamento della creazione del mondo e sul posto dell’uomo in essa, su come si costruiscono i destini della gente e sul modo giusto di vivere. Tutto ciò faceva naturalmente parte del sistema dell’istruzione.

La vita spirituale della società degli atlantidei era amministrata dagli iniziati supremi; loro trasmettevano le verità che attingevano direttamente da Dio.

Gli atlantidei erano persone semplici e come tali vivevano, non erano affatto degli dei. La loro vita non era spensierata. Come gli altri popoli della Terra, essi dovevano lavorare per vivere.

La maggior parte dei problemi che avevano loro erano gli stessi che aveva qualunque altra società umana.

Ma il patrimonio della loro civiltà era l’insegnamento del vero scopo della vita, considerato la base su cui si fondava la loro società. E anche se erano semplici “mortali” nella loro vita e nella loro visione del mondo vi era una reale componente Divina.

… La Mia istruzione cominciò in una delle scuole spirituali d’Atlantide. Io ero molto giovane, cominciavo appena a scoprire questo bellissimo meraviglioso mondo.

Il processo d’istruzione iniziale durava per anni. Gli allievi dovevano prima di tutto acquisire l’esperienza dell’autoregolazione psichica, il controllo dei propri stati emozionali. Contemporaneamente si riceveva ampio materiale teorico.

Questo, però, era soltanto il gradino iniziale che in tanti potevano raggiungere. Per la maggioranza l’istruzione finiva qui e soltanto pochi erano scelti dai maestri per la successiva istruzione. Questo corso iniziale permetteva di trovare fra tutte le anime quelle che erano promettenti e idonee al veloce successivo avanzamento.

Io ero uno di quelli: un giovanotto che passionalmente desiderava di acquisire quegli alti livelli dello sviluppo spirituale ai quali sono riusciti ad arrivare i maestri della nostra società.

Ma la selezione per quell’istruzione era molto severa. I candidati erano sottoposti necessariamente al controllo della loro stabilità e costanza nel procedimento di questo Cammino. Tale tappa del controllo poteva durare anche qualche anno: finché colui che si trovava sotto prova non dimostrava agli occhi dei maestri la fermezza della sua intenzione e determinazione di sacrificare i piaceri e gli attaccamenti di questo mondo a favore della meta superiore. Quelli che riuscivano a superare la prima tappa di prova rimanevano in pochi. Essi venivano accettati in ordine di iniziazione e si ammettevano alle conoscenze superiori nascoste ai non addetti.

– Che cosa è successo dopo ad Atlantide?

– La sua distruzione avvenne secondo una decisione Divina. Perché finì il processo positivo nello sviluppo della società e cominciò la degradazione.

L’acquisizione dell’altissimo livello di conoscenze dava agli atlantidei una certa superiorità rispetto agli altri popoli della terra. Non v’è dubbio che essi, scegliendo la strada “cattiva”, con il passare del tempo avrebbero schiavizzato gli altri popoli e diffuso la loro visione del mondo su tutte le nazioni della Terra. Per questo Dio decise di mettere fine all’esistenza della civiltà atlantidea.

– Per quale motivo il loro sviluppo positivo si trasformò in degradazione?

– Come Io ho già detto la vita della società era guidata da alcuni uomini che erano capi fra gli iniziati. Purtroppo essi ad un certo punto si trovarono nella “trappola” del falso sentimento della propria onnipotenza, della propria perfezione. Smisero di andare sulla via della rinuncia dell’“io” individuale a favore dell’“Io” Supremo. Decisero che da quel momento potevano cambiare i destini degli altri e le strade dello sviluppo della società. Loro non volevano procedere verso il Perfezionamento Divino tramite la rinuncia dell’“io” e del “mio”, ma raggiungendo una certa altezza, si misero ad ammirare la propria grandezza.

Così, come risultato, dalla vita della società scomparve la gioiosa componente Divina che ispirava la gente ad arrivare alla Meta, la futura Autorealizzazione in Dio. Si distrusse la loro unità che era basata sul disinteressato servizio al grande impegno. Sempre più spesso avvenivano litigi che erano tipici della lotta fra “io” inferiori.

Dopo, il comando del clero, fu preso da un uomo molto forte e bramoso di potere assoluto. Lui era interessato soltanto alla propria potenza e non gli importava quali fossero i mezzi per raggiungerla ed aumentarla.

La società guidata da un predatore fa nascere altri predatori, che si mordono fra loro per avere il potere.

Così arrivarono “i tempi neri” nella vita d’Atlantide, che terminò con la sua distruzione.

– Come sei riuscito ad evitare la morte?

– Il Mio Maestro Mi portò via.

Il Creatore Mi guidò in Africa, dove Io vissi per tanti anni. Parlando in termini moderni, la mia fu un’immigrazione, quando tocca cominciare daccapo una nuova vita in un nuovo posto.

Ma Io portai lì un tesoro senza prezzo: le vere conoscenze spirituali d’Atlantide.

Le tribù che abitavano quelle terre erano per Me come figli ai quali Io dovevo indicare la strada del giusto sviluppo. Loro non sapevano niente del Supremo. I loro pensieri erano diretti verso la provvidenza dei bisogni giornalieri.

Con l’aiuto dei miracoli Io riuscii a guadagnare la loro attenzione e in questo modo li convinsi ad ascoltarMi. Trovandomi al centro del loro interesse, cominciai ad unire le tribù per farle vivere e operare insieme, imparando a conoscere gli interessi comuni. Io trasmettevo a loro le conoscenze e le tecnologie che li aiutavano a migliorare la vita e ad alzarla ad un livello superiore rispetto a come vivevano prima.

Effettivamente si creò uno stato con strutture funzionanti alla perfezione. Ma il solo stato funzionante, senza la meta spirituale che unisce tutta la gente, non vale niente, sembra un bell’involucro privo di vita.

Dopo la loro unione e l’iniziale ordine della vita nella loro società, quando s’indebolì il dominio totale della provvidenza di se stessi con il cibo e il posto per vivere, Io gradualmente cominciai a trasferire l’attenzione delle menti umane, dalle idee del miglioramento della vita terrena, alle preoccupazioni sulla vita futura nell’altro mondo, dove si trova ognuno di noi dopo l’uscita dal corpo. Spiegavo come il trasferimento nel nuovo mondo e la nuova vita stanno aspettando tutti ma, la tipologia della nuova vita, dipende dai meriti guadagnati durante l’esistenza in questo mondo. Per esempio: lì la persona sarà rispettata a condizione che anche qui abbia avuto il sincero rispetto della gente che la circondava. Lì avrà tutto il necessario se qui aiutava gli altri ad avere tutto l’indispensabile. Perché l’accumulo delle azioni buone in questa vita completamente si riscuote in quella vita nuova.

È semplice capire che quest’idea della nuova vita, che bisogna assicurare con le buone azioni, “funzionava” non soltanto per aiutare la gente a trovarsi nel bene del paradiso dopo la disincarnazione, ma anche per assicurare un buon karma per le successive incarnazioni.

… Io diventai per quel popolo il consigliere supremo, ma non Mi sentivo mai superiore davanti a loro.

… Con il tempo fra quella gente, in modo del tutto naturale, si formarono le divisioni fra classi. Si creò il comando della società. E allora Io decisi di lasciare quel paese, considerando la Mia Missione finita.

Io scelsi l’erede che doveva rimanere al posto Mio. Lui era saggio e buono. Dissi alla gente che era arrivato per Me il momento di trapassare nella nuova vita, in quel mondo dove ci aspettano i frutti delle nostre azioni terrene.

Un giorno Mi “spostai” dal mondo materiale al Mio Mondo di oggi, nella Dimora della Luce.

– Insegnavi alla gente le tecniche esoteriche?

– Sicuramente si, insegnavo per il tutto periodo il qualcuno scelto da Me. Insegnavo anche l’arte della guarigione.

– Thoth, ci racconti per favore ciò che di prezioso possono trarre le persone moderne dall’alchimia antica?

– Non ha alcun senso cercare di entrare con la mente negli antichi testi dell’alchimia. Non si tratta delle proporzioni e composizioni delle sostanze mescolate e non del processo tecnologico della preparazione della “pietra filosofale” e dell’oro.

I Grandi Prescelti erano in possesso di certi segreti dell’alchimia che permettevano di dirigere la materia e anche la sua trasformazione. Ma prima di tutto loro avevano le superiori conoscenze segrete sulla struttura dell’universo e sul Creatore di tutto l’esistente.

Il lato esterno, materiale, dell’alchimia è soltanto la copertura che nasconde alla gente indegna le vere Conoscenze sull’Unico Eterno. Queste Conoscenze erano la base di tutta la saggezza alchemica.

– Dimmi: anche Tu avevi la completezza delle conoscenze alchemiche?

– In realtà Io ero il fondatore di quest’orientamento dello sviluppo spirituale della gente, il quale purtroppo con il tempo mutò e andò a mescolarsi con le sostanze chimiche che non avevano nessun valore.

– Che cosa è “la pietra filosofale”?

– E’ molto semplice: la “pietra filosofale” si riesce ad ottenere quando l’addetto durante il processo del lavoro su se stesso “pesterà nel pestello da laboratorio” l’“io” inferiore e farà diventare tutte le Conoscenze Superiori, facendo passare loro attraverso la propria esperienza, il proprio patrimonio. Allora questa diventa la Saggezza Superiore e lo stabile fondamento. Ciò è “la pietra filosofale” sulla quale si può costruire tutto l’edificio dell’Esistenza Divina.

– Che cosa è “l’oro alchemico”?

– La consapevolezza dell’addetto con l’aiuto della “pietra filosofale” deve trasformarsi nell’Oro Superiore. La grande, sviluppata e raffinata consapevolezza deve emanare la Luce dorata identica alla Luce del Sole mattutino. Allora tale consapevolezza può entrare nell’Unico Grande “Sole” Centrale, nel Creatore di tutto l’universo e riunirsi con Lui, acquistando Immortalità, Beatitudine, Calma e piena Libertà!

– Ci racconti per favore dei Tuoi metodi superiori del lavoro con la consapevolezza?

– Non ne avete bisogno. Voi già sapete che le Iniziazioni superiori si danno soltanto agli addetti pronti per questo direttamente dai Maestri Divini. E tutti i gradini preparativi sono stati presentati nei vostri libri e film in un modo così bello, semplice e dettagliato! Tutti Noi siamo gioiosi di vedere i frutti del Nostro lavoro congiunto! Ci meraviglia e rattrista soltanto sapere che ci sono poche persone capaci di comprenderlo e apprezzarlo…

– Dove Ti incarnasti dopo l’Egitto?

– In Assiria.

In un certo senso era anche molto piacevole di nuovo “vestirsi nella carne”, di nuovo venire nel mondo “denso”, ma adesso con la completa conoscenza della Propria Divinità e anche della Forza.

Il Sole era un simbolo che per questo popolo personificava la Divinità. Splendore dorato e purezza del sole mattutino sono due bellissime qualità per sintonizzare e purificare le anime! Sono le qualità dell’ideale al quale avrebbero potuto dirigersi le anime che dovevano essere presentate come immagini del Divino?

E’ quella qualità che presenta l’immagine del sole mattutino: perfetta, senza macchie: purezza dentro e splendore con tutta la sua luce esterna verso tutto il resto del mondo, senza dividere tale luce per alcuni si ed altri no. Assenza di tale divisione, che ha inizio nelle simpatie e antipatie dell’“io” individuale, è una delle qualità del Divino.

Io non ero un leader fra il popolo di quel paese. Io avevo un ruolo diverso, Mi “misi i vestiti” di membro del clero per avere la possibilità di parlare liberamente alla gente di Divinità.

Anche Alessandria era la Mia amata città della quale Io ero molto premuroso. Lì Io formai una nuova cultura per la futura civiltà. Lì raccolsi le menti lucide di quel tempo, creando l’atmosfera per uno scambio d’idee e per la ricerca spirituale. Questo era il Mio “progetto”.

Lì si riunirono i rappresentanti dei diversi orientamenti della scienza. Gli scienziati arrivavano da paesi diversi; volevano condividere con gli altri i propri pensieri, le scoperte e conoscere i punti di vista degli altri. Tale comunicazione e anche lo spirito d’associazione scientifico, servivano come un potente catalizzatore dello sviluppo delle conoscenze. Si può dire che quello era un antico prototipo delle future organizzazioni scientifiche internazionali.

Tutto questo è molto importante!

La crescita d’ogni anima dipende prima di tutto dall’accumulo delle informazioni su tutto quello che la circonda. Con altre parole l’anima cresce tramite cognizione. Grazie alla sua separazione lei può guardare la parte restante dell’Assoluto e conoscerla; e tramite questo lei sta conoscendo Me.

Così l’anima, riproducendo l’esterno dentro di sé, secondo la sua crescita quantitativa, in realtà riproduce in sé l’immagine dell’universo pluridimensionale.

Dopo avviene l’unione completa.

Così un grande numero di separati si riunisce nell’Unica e Completa Conoscenza dell’Infinita Grandiosità di Me.

In questo modo la forza che muove tutto lo sviluppo è un impulso interno verso la cognizione.

Thot – Ermete Trimegisto

IL PIMANDRO è uno dei testi ermetici di  Ermete Trismegisto – Wikipedia

Il mitico personaggio da cui prese il nome la filosofia Ermetica.

In Egitto, era il Dio Thoth o Thot.

È anche il nome generico di molti scrittori Greci di filosofia e di Alchimia.

Ermete Trismegisto è il nome di Ermete, o Thoth.

Come Ermete-Thoth-Aah è Thoth, la luna; il suo simbolo è il lato illuminato della luna,

E’ anche associato al Cinocefalo, la scimmia con la testa di cane, per la stessa ragione per cui Anubis era uno degli aspetti di Thoth.

La stessa dottrina è alla base della forma del Dio Indù Ganesa o Ganpat, Dio della Saggezza, figlio di Parvati e Shiva, raffigurato con la testa di elefante.

È il più misterioso degli dei. Come serpente, Ermete Thot è la Saggezza divina creatrice.

I Padri della Chiesa parlano molto di Thoth-Ermes.

Trimegisto, termine avente il significato di tre volte grandissimo, epiteto riferito ad Ermete, dal greco Hermes, per i latini Mercurio, che sarebbe il nome attribuito dai Greci antichi appunto a Thoth, il Dio egizio lunare, patrono delle scienze, e considerato l’inventore della scrittura geroglifica, detta “Parola Divina”.

Era raffigurato antropomorfo, simile all’uomo, con il capo dell’ibis, uccello a lui consacrato, e portava sul capo il crescente lunare.

Sembra ormai quasi accettato dagli studiosi, il fatto che Ermete sia vissuto in Egitto, come uomo, nei tempi primordiali, probabilmente all’inizio delle prime dinastie, quindi molti secoli primadi Mosé.

Alcuni lo inquadrano addirittura come contemporaneo di Abramo.

Secondo alcune antiche tradizioni ebraiche, Abramo avrebbe addirittura attinto da Ermete buona parte delle conoscenze mistiche per cui ci è noto.

I dialoghi ermetici vengono presentati come delle rivelazioni di Ermete Trismegisto ( Ermete tre volte grande) riguardo la natura divina, l’antropogonia, la cosmogonia, l’escatologia, la filosofia religiosa ed altro.

I personaggio dei testi ermetici, oltre a Ermete stesso, sono Iside, Aslepio (identificato con l’Egiziano Imhotep/Imouthes), Ammone, Horus, il figlio di Iside e Agathos Daimon ( che corrisponde a Kneph).

Inoltre soltanto nei dialoghi ermetici appaiono personaggi come Poimandres, Tat ( figlio di Hermes-Thot ) e il sacerdote Bitys.

Questi dialoghi sono ambientati in Egitto.

Ermete fu identificato, come già detto, dai greci con il dio egiziano Thot ( dio egizio Lunare della scrittura).

Questa identificazione risale almeno ad Erodoto ed è presente in Platone nel “Fedro”( con il mito di Theut) e nel “Cratilo”.

Sappiamo quindi che Ermete e Thot erano associati all’invenzione della scrittura, alla medicina, al regno dei morti, alla capacità inventiva, alla frode e all’inganno.

Sia Thot che Ermete avevano un ruolo demiurgico.

Una tradizione mitologica dice che l’Ermete dei testi del corpus era nipote del vero Ermete Trismegisto e aveva tradotto dagli originali egiziani gli scritti di suo nonno.

Secondo gli studiosi, tutto l’apparato ermetico si sarebbe formato tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. e sarebbe stato influenzato da platonismo, aristotelismo, stoicismo e giudaismo.

Probabilmente esisteva una sorta di setta che custodiva i segreti di Thot ( forse come quella storicamente provata risalente ai tempi della costruzione delle piramidi: i seguaci di Horus)

La Luce nel “IL PIMANDRO” di Ermete Trismegisto

…..egli mutò di forma e allora, subitamente, tutto mi fu chiaro ed io vidi uno spettacolo prodigioso.

Tutto diventava una dolce e gaia luce la cui vista mi rallegrava.

E ne uscì un grido inarticolato che sembrava la voce stessa della luce.

Una parola santa discese dalla luce sulla natura e un fuoco puro si sollevò dalla natura umida verso l’alto, ed era sottile, penetrante e, nello stesso tempo, attivo.

” Questa luce – disse – sono io, l’Intelligenza, il tuo Dio che precede la natura umida uscita dalle tenebre, e il Verbo luminoso che emana dall’Intelligenza è figlio di Dio ” .

” Comprendi dunque la luce – disse – e conoscila ” .

A queste parole egli mi fissò a lungo ed io tremai nel guardarlo. E ad un cenno di lui vidi nel mio pensiero la luce e le sue potenze innimerevoli, il mondo infinito prodursi e il fuoco, mantenuto da una forza immensa, arrivare al suo equilibrio.

L’Intelligenza, il Dio maschio e femmina insieme, che è vita e luce, generò, mediante il Verbo, un’altra Intelligenza creatrice, il Dio del fuoco e dello spirito che formò, a sua volta, sette ministri racchiudenti nel loro circolo il mondo sensibile; e il loro governo dicesi Fato.

Ma l’Intelligenza, origine di tutte le cose, che è vita e luce, generò l’uomo simile a sé e l’amò come la sua creatura poiché era bellissimo e riproduceva l’immagine del padre.

L’uomo ricevette dalla vita e dalla luce l’anima e l’intelligenza; l’anima gli venne dalla vita, l’intelligenza dalla luce.

” Perché – diss’io – di vita e di luce è formato il Padre di tutte le cose donde è nato l’uomo “.

” Bada a quello che dici! – soggiunse. – Dio e il Padre dal quale l’uomo è nato sono luce e vita. Se dunque tu sai d’essere uscito dalla vita e dalla luce e dess’esserne formato, tu correrai verso la vita “

Rientrate in voi stessi, voi che foste nell’errore, che languiste lell’ignoranza, allontanatevi dalla luce tenebrosa e partecipate dell’immortalità, rinunciando alla corruzione

Io credo in te e te ne rendo testimonianza: io cammino verso la vita e la luce

L’Intelligenza e la Ragione che si abbracciano e son libere dal corpo, prive d’errore, impassibili e che restano fisse in sé stesse e contengono tutto, conservando tutti gli esseri ; e quasi loro raggi , sono il bene, la verità, il principio della luce, il principio dell’anima.

Dio non è l’Intelligenza, ma la Causa dell’Intelligenza: non è lo Spirito, ma la Causa dello Spirito; non è la Luce, ma la causa della Luce

Allora scaturì la luce santa e, disotto la sabbia, gli elementi uscirono dalla sostanza umida e tutti gli Dei distribuirono la natura feconda

Cercate un pilota che vi conduca verso le porte della Gnosi dove brilla la sfolgorante luce, pura di tenebre, dove nessuno s’inebria, dove tutti son sobrii e girano gli occhi del cuore verso colui che vuol essere contemplato, il non-udibile, l’ineffabile, l’invisibile agli occhi , ma visibile all’intelligenza e al cuore.

E’ una luce vivissima e penetrante, inoffensiva e piena d’immortalità.

Invece l’intelligenza, entrando nell’anima pia, la conduce alla luce della Gnosi .

Vedi, figlio , la pienezza dei beni che segue l’apparizione della verità, poiché l’invidia s’allontana da noi, e, per mezzo della verità, il bene ci giunge con la vita e con la luce, e non resta più in noi alcuna vendetta delle tenebre, ma, vinte dall’impeto , si ritirano .

La vita e la luce sono unite là dove nasce l’unità dello spirito

Gnosi santa, illuminato da te, io canto, per tuo mezzo, la luce ideale, io mi rallegro nella gioia dell’Intelligenza

Vita e luce, da noi a voi sale la benedizione.

Salva l’universale che è in noi, o Vita, illumina, o Luce, Spirito di Dio !