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LAS LEYES FUNDAMENTALES DE LA NATURALEZA

Las 7 leyes Fundamentales de la Naturaleza se desdoblan en 13 Princípios Binarios. Estos princípios binarios se asocian uno a uno con los 13 tonos galácticos y con las trece articulaciones del cuerpo humano.

De la Primera a la Sexta Leyes Fundamentales de la Naturaleza se desdoblan en dos Princípios Binarios cada una, que se corresponden con parejas de tonos galácticos de número simétrico respecto al Siete y se asocian a parejas de articulaciones simétricas de los lados derecho e izquierdo del cuerpo humano.

La Séptima Ley de la Naturaleza no se desdobla en princípio binario y se corresponde con el séptimo tono galáctico, el Resonante, y con la articulación del cuello que es la única no simétrica del cuerpo humano.

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TREDICI è il numero dei mesi lunari che adoperavano le antiche culture matriarcali prima che venisse adottato il calendario solare. Tredici è visto come il numero dell’iniziato poiché è 12+1: è l’iniziato che ha percorso e compreso i 12 archetipi, ed ha scoperto il proprio Centro.

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Thoth, l’Atlantideo

– Io sono Thoth, Colui Che riempie Tutto, Io sono Thoth Che tocca tutto dalle Profondità… Io sono la Base sulla Quale si distende l’Esistenza universale. Tutto “il manifestato” si trova nel Mio Petto.

Io sono Thoth, Che costruì il Proprio Tempio, fatto di Me Stesso e sono Thoth Che lo riempì.

Io sono Thoth Che è sopra e Thoth Che è sotto! Io sono Thoth Che conosce l’Essenza delle cose. Io sono Thoth Che è tutto l’Oceano!

Come la gente comincia a cercarMi? Essi distendono le braccia verso il cielo e Mi invitano, come la Luce, in se. In questo modo una volta Io cominciai un lavoro con voi. Ricordate “il risveglio”, “la danza spontanea”… Comprendete che ero Io a darvi questo personalmente! Già in quei tempi Mi ero interessato di te, Vladimir!

Così, pian piano germogliavano i semi sul quel terreno favorevole che Io creai per voi. E anche intorno crescevano i rampolli. Purtroppo, dopo, qualcuno di loro appassì.

Ma adesso si è creato un complesso d’anime pronte e mature, di cui ho cominciato a fare Nuovi Atlantidei! Potrete chiamarvi così!

La permanenza nel silenzio è diventata il patrimonio di ognuno dei presenti qui. Voglio che voi vediate che senza di questo non si può andare sul Sentiero spirituale con “ passi da gigante” come avete fatto voi.

Vi benedico per l’ulteriore Servizio a tutti Noi: Incarnati e Disincarnati! Accettate il Nostro Amore!

– Dicci: anche Tu ce l’hai un corpo immortale come Adler?

– Si. Ma questo corpo non è destinato ad un’incarnazione in questo continente. Io periodicamente lo ripristino fra gli indiani dell’America del Nord.

– Il tuo corpo ha l’immagine di un indiano?

– L’immagine del corpo non ha significato, ma la struttura molecolare si ricostruisce così com’era.

Spesso visitai quella regione; formai il corpo per un breve periodo: una settimana, dieci giorni, due giorni. Faccio loro visita per raccontare qualche cosa.

– Tu parli d’indiani che vivono isolati, non nelle città?

– Si, proprio in riservatezza.

– Perché Tu sei innamorato proprio di questo popolo?

– Io non intendevo questo. Nessuno di Noi è legato a qualche popolo in particolare. Ciò è dettato dalla necessità, sullo sfondo dell’Amore per tutti.

– Lì ci sono le anime mature (pronte per ricevere le conoscenze supreme)?

Thoth ci mostra il tipico modo di vivere degli indiani, fra la natura: loro vivono sulla riva del lago, la sera cantano gli inni delle tribù che è caratteristico per questo territorio.

Questa gente è costantemente impegnata nella ricerca della libertà personale. Tale tradizione è stata conservata per secoli: la ricerca della libertà personale per sé, per la propria tribù e per tutta la gente della Terra! Ma come si fa a far capire tutto questo all’altra gente?

Thoth ci dimostra una visione: sta vivendo una tribù di circa ottocento persone, qualcuno insieme al Capo sta a sedere intorno al fuoco.

– Sono a sedere, come voi adesso, e Mi stanno ascoltando.

Sono sempre l’Ospite d’Onore fra loro.

Gli indiani avrebbero potuto raccontare tantissime cose all’altra gente della Terra. Ma c’è il problema che sono pochi quelli che li ascoltano.

… Adesso la situazione è tale che Io non posso affidare la completezza delle Mie conoscenze a nessuno, a parte di voi. Perché voi avete la completezza, le vedute ampie e la profondità della penetrazione in Me.

Per questo Io vi ho affidato proprio questa parte del servizio spirituale dal Nome Mio sulla Terra.

Ogni passo di questo grande impegno deve essere fatto con il Mio aiuto e Ognuno di Noi. Dovete essere consapevoli e rendervi conto della grande importanza e serietà di questa tappa del vostro servizio sulla Terra! Voi avete una grossa responsabilità! E tutto quello che state facendo deve essere fatto in modo responsabile, rigoroso e solenne!

Ricordate Atlantide? Dio ha un progetto analogo che sta partendo adesso sulla Terra: far ritornare in vita le conoscenze antiche, quelle degli Atlantidei, tramite voi Miei cari! Voi siete per Me la Mia piccola Atlantide!

L’intenzione del Creatore è, come il fiume che a primavera straripa, riempire e fare assorbire queste conoscenze alla popolazione della Terra.

Vi ordino di non dimenticare mai l’importanza della responsabilità di questo compito che vi è stato dato: fare ritornare in vita le antiche conoscenze supreme che partono direttamente dal Creatore!

Vi ordino di crescere personalmente mettendo le radici in Me! E vivere secondo l’immagine degli Atlantidei che tengono la Terra sulle loro spalle. Proprio così, vi propongo di portare sulle vostre spalle tutto il peso delle conoscenze sacre che sono state destinate a tutti gli abitanti della Terra.

– Thoth ci racconti, per favore, della Tua vita ad Atlantide!

– Questo accadeva molti secoli fa, all’alba della civiltà, in quei tempi lontani dei quali l’umanità non sa quasi niente.

Atlantide! Bellissima! Atlantide è la Mia terra natale, dove Io sono nato e cresciuto!

In quei tempi sulle isole d’Atlantide abitava una civiltà che era molto avanzata nella tecnologia. Per esempio, loro avevano il sistema dell’approvvigionamento dell’acqua nelle case.

Gli Atlantidei avevano anche le vere conoscenze del senso della vita: dell’avvicinamento a Dio, all’Unico Inizio Divino. E proprio sulla base di queste idee era fondata la vita della società. L’insegnamento delle conoscenze sull’ordinamento della creazione del mondo e sul posto dell’uomo in essa, su come si costruiscono i destini della gente e sul modo giusto di vivere. Tutto ciò faceva naturalmente parte del sistema dell’istruzione.

La vita spirituale della società degli atlantidei era amministrata dagli iniziati supremi; loro trasmettevano le verità che attingevano direttamente da Dio.

Gli atlantidei erano persone semplici e come tali vivevano, non erano affatto degli dei. La loro vita non era spensierata. Come gli altri popoli della Terra, essi dovevano lavorare per vivere.

La maggior parte dei problemi che avevano loro erano gli stessi che aveva qualunque altra società umana.

Ma il patrimonio della loro civiltà era l’insegnamento del vero scopo della vita, considerato la base su cui si fondava la loro società. E anche se erano semplici “mortali” nella loro vita e nella loro visione del mondo vi era una reale componente Divina.

… La Mia istruzione cominciò in una delle scuole spirituali d’Atlantide. Io ero molto giovane, cominciavo appena a scoprire questo bellissimo meraviglioso mondo.

Il processo d’istruzione iniziale durava per anni. Gli allievi dovevano prima di tutto acquisire l’esperienza dell’autoregolazione psichica, il controllo dei propri stati emozionali. Contemporaneamente si riceveva ampio materiale teorico.

Questo, però, era soltanto il gradino iniziale che in tanti potevano raggiungere. Per la maggioranza l’istruzione finiva qui e soltanto pochi erano scelti dai maestri per la successiva istruzione. Questo corso iniziale permetteva di trovare fra tutte le anime quelle che erano promettenti e idonee al veloce successivo avanzamento.

Io ero uno di quelli: un giovanotto che passionalmente desiderava di acquisire quegli alti livelli dello sviluppo spirituale ai quali sono riusciti ad arrivare i maestri della nostra società.

Ma la selezione per quell’istruzione era molto severa. I candidati erano sottoposti necessariamente al controllo della loro stabilità e costanza nel procedimento di questo Cammino.

… Continua su THOTH L’ATLANTIDEO

Toth ed il suo Libro Segreto contenente un’antichissima sapienza sono ancora un mistero tutto da svelare dell’antico Egitto.


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LA SINDROME DI TOTH
di Vittorio Di Cesare


Uscendo dalla strada principale di Mallawi, un piccolo paese dell’Alto Egitto, ad otto chilometri e mezzo s’incontra il villaggio di El-Ashmunein, l’antichissimo centro sacro di Khmunu, la capitale del XV Nomo egizio, l’Hermopolis dei Greci. Si è già nel deserto e la sabbia avviluppa i pochi resti dei monumenti sopravvissuti come una coltre spessa dominata dai contrafforti rocciosi dello Gebel. Un tempo l’acqua incanalata dal vicino Nilo teneva a bada l’aridità e boschetti di alberi di tamerici e palme ombreggiavano questo importante centro dedicato al dio-luna Toth, il Guaritore, lo Scriba degli Dei, l’inventore della scrittura, della matematica e del calendario, il più Saggio tra le divinità egizie creatrici.

Toth aveva fama di guaritore poiché aveva curato gli dei Horo e Seth dopo il loro combattimento nel quale si erano letteralmente fatti a pezzi. I Testi delle Piramidi raccontano che la contesa avvenne proprio ad Hermopoli, dove l’Egitto fu spartito tra le due divinità sotto il giudizio di Toth. Per questo motivo la città divenne un importante centro culturale e religioso del dio-luna dal volto di ibis o di scimmia, raffigurato anche in una delle quattro coppie dell’Ogdoade. I

l nome della città Khmunu significava, infatti, la città degli Otto, il luogo dove il sole, si diceva, era sorto per la prima volta e dove il creato aveva preso avvio.

Quale scriba degli dei Toth segnava il nome di ogni nuovo faraone sulle foglie di un albero sacro che cresceva dentro vasche circolari in mattoni nella “pianura delle tamerici”.

Mura spesse quindici metri delimitavano il tempio all’interno del quale c’erano due grandi statue del dio Toth sotto forma di babbuino, un animale la cui espressione umana ricorda lo stato primordiale dell’uomo agli albori della sua evoluzione, prima in altre parole che una scintilla divina lo trasformasse.

Toth era ritenuto così importante che il faraone Amenofi III fece incidere su queste statue il suo cartiglio reale quasi a porre l’accento che il dio gli apparteneva di diritto conferendo al sovrano gli stessi attributi divini di saggezza e sapienza infiniti.

Stranamente, più degli altri dei, Toth fu blandito ed eletto protettore dell’umanità sofferente, continuando insomma ad esercitare una sottile influenza anche quando l’importanza delle altre divinità egizie furono eclissate dall’Ellenismo e poi dal Cristianesimo.

In epoca copta la figura di Toth fu trasformata in un temibile mago, ed infine nell’”Ermete Trimegisto” della tradizione esoterica alessandrina.

LA CASA DELLA VITA

Ad El-Ashmunein del tempio di Toth oggi non resta nulla. Le sue pietre furono utilizzate per far calce ed i monumenti abbattuti e dispersi. Restano quindi poche rovine spazzate dal vento e arroventate dal sole. Da qualche parte sotto la sabbia potrebbe nascondersi però la stanza segreta che un tempo conteneva la celebre biblioteca del santuario.

La tradizione egizia sosteneva, infatti, che il dio dal volto d’ibis, inventore dei geroglifici, aveva compilato un libro contenente la base di ogni sapere: il mitico e potente “Libro di Toth”. È evidente che questo libro andava custodito gelosamente.

Il papiro di Toth, come tutti i papiri egizi importanti, era conservato nella biblioteca segreta del tempio di Hermopolis, ovvero nella “Casa della Vita ” (in egizio “Per-ankh”).

Ogni tempio, da Karnak a Luxor ad Abydo, possedeva una simile biblioteca di libri sacri. Nel Tempio di Edfu, nell’Alto Egitto, costruito tra il 237 e il 57 a.C. in onore del dio Horus, si può ancora visitare una di queste “Sale dei Libri”. In una nicchia-biblioteca sono ancora visibili i geroglifici che indicano i nomi di 37 libri sacri oggi perduti. Erano opere che servivano a respingere le forze del male, i demoni, i rettili ed i leoni, e lo si capisce dagli stessi titoli, quali “Conduzione del Tempio”, il “Libro del Malocchio” e quello del “Ritorno periodico del Sole”. C’era anche una specie di atlante geografico per conoscere ogni luogo della Terra. Insomma, tutta la conoscenza di Toth era distillata in quel documento che nel 200 d.C. l’imperatore Settimio Severo ordinò di racchiudere nella tomba di Alessandro Magno. Fu una decisione strana che si potrebbe spiegare con la capacità di questo papiro di combinare guai: cosa di cui esiste un’abbondante documentazione.

Il “Papiro Westcar”, un manoscritto redatto tra la XVI o XVII dinastia, trovato da Miss Westcar, l’inglese che lo portò dall’Egitto, racconta della ricerca condotta da Cheope per trovare “qualcosa” appartenuto al tempio di Toth ed del suo duplice aspetto che, come recita una enigmatica formula del papiro Westcar (la 733), lo definisce come un “serpente notturno che attacca la notte”.

Toth, in effetti, era figlio di Aner, nome che in egizio significa pietra, e come tale definito come una entità “malvagia”, “venuta dalla divinità” caduta sulla Terra. Quale significato nascondono mai queste parole?

Perché, ad un certo punto della storia egiziana, Toth è citato come colui che possiede i segreti della “Tavola di Smeraldo”? Il misterioso libro era inciso sulla pietra?

Di certo la pericolosità del Libro di Toth era nota nell’antichità, tant’è vero che in un papiro tradotto a Parigi nel 1868, si narra di una congiura di corte terminata con la distruzione di quello stesso Libro che era servito ad ispirarla.

Con l’aiuto delle sue formule magiche alcuni cortigiani cospirarono contro il faraone il quale, scampato miracolosamente al pericolo, dette ordine di giustiziare i ribelli e di bruciare ogni copia di quell’esecrato testo per evitare che altri tentassero di usarne la magia.

La stele di Metternich ricorda invece come fu lo stesso Toth a distruggere il suo papiro ritenendolo pericoloso.

LA STORIA DI SETNE

Un’altra citazione del Libro di Toth è riportata in un papiro rinvenuto nel 1864 a Deir el Medina, in Egitto, durante uno scavo archeologico. Nella tomba di un monaco copto vi erano dei manoscritti di epoca egizia conservati in un cofano di legno.

Probabilmente i confratelli del morto, ritenendo quei papiri pericolosi per la fede, li avevano sepolti con il loro proprietario, l’unico capace di leggerne il contenuto.

Il papiro, conservato oggi nel Museo del Cairo, racconta la storia di un altro papiro in cui si narra la storia di Setne, figlio del faraone Ramsete II, collezionista di testi antichi, il quale per entrare in possesso del Libro di Toth lo rubò da una tomba di Menfi attirando su di sé una terribile maledizione.

“Setne – diceva il manoscritto – trovò una pietra che subito alzò, e che nascondeva l’entrata della tomba. La tomba splendeva della luce che usciva dal libro e là stava il mago Naneferptah con sua moglie Ihuret e suo figlio, perché il loro Doppio era con lui grazie al potere del libro di Toth. (…) Il libro di cui ti parlo é in mezzo alle acque di Copto, dentro uno scrigno di ferro; lo scrigno di ferro é dentro uno scrigno di rame e lo scrigno di rame é dentro uno scrigno di legno (…) Ma tutto intorno agli scrigni per dodicimila cubiti vi sono serpenti, scorpioni e rettili d’ogni specie, compreso un serpente di eternità arrotolato intorno agli scrigni.”

Setne prese in mano quel libro e vi lesse un incantesimo per “…incantare il Cielo, la Terra, l’Oltretomba, i monti e i mari, e seppi tutto quello che dicevano gli uccelli del cielo e i pesci del mare e le bestie delle montagne”.

Purtroppo una maledizione terribile colpì tutta la famiglia dell’incauto stregone. Si cercò di rimediare rimettendo nella tomba il libro ma Setne, tredici suoi fratelli e molti altri parenti morirono uccisi dagli spiriti. Sopravvisse Merenptah che ereditò il regno.

LA RICERCA CONTINUA

Il culto di Toth si diffuse in tutto il Mediterraneo, specie nella vicina Cartagine fenicia. Qui, nel tempio sulla collina di Byrsa, dov’è oggi il Museo del Bardo, fu costruito un tempio al dio lunare Eshmoun, equivalente di Toth, a sua volta protettore della cultura e dell’intelletto.

Il tempio sorgeva poco distante dal porto, costruito, a detta di qualcuno, rispecchiando le proporzioni della mitica Atlantide, protetta, come il tempio egizio di Hermopolis, da una cinta muraria più interna rispetto a quella che circondava Cartagine. Anche qui, nelle cripte segrete del tempio, erano depositati migliaia di rotoli sacri scritti dalla stessa mano di Thoth che aveva insegnato agli uomini a “…calcolare il tempo, gli anni ed i segreti della magia”.

I fondatori di Cartagine fecero copie dei papiri di Thoth, più tardi diventato Ermete Trimegisto, il “tre volte grande “, in quanto col tempo il suo culto si diffuse nelle più importanti città del Mediterraneo.

La biblioteca di Eshmoun a Cartagine era paragonabile a quella di Alessandria, di Pergamo, di Siracusa, di Atene, città che con i loro traffici marittimi diffusero in tutto il mondo antico culto e cultura di questa divinità.

La speranza di trovare il Libro di Toth, o una delle sue copie, viaggia ancora nel tempo. Promettendo insegnamenti, iniziazioni, apocalissi, come tutti i libri misteriosi continua a suggestionare gli uomini in ogni tempo.

L’importanza di questo testo doveva essere davvero grande, tanto che i Berberi pretendevano da Roma i Libri Punici, già contenuti nel tempio di Baal Ammone a Cartagine (Libro di Toth compreso), in cambio dell’aiuto per sconfiggere la potenza africana.

C’è poi chi si domanda perché Cleopatra richiedesse insistentemente a Pergamo alcuni misteriosi papiri per sostituirli a quelli perduti nell’incendio della Biblioteca di Alessandria.

Ci si arrovella ancora, infine, per capire che cos’era il libro di Juba II, sovrano della Mauritania nonché geografo e naturalista citato più volte da Plinio il Vecchio, nel quale erano scritte occulte rivelazioni tratte da quel misterioso quanto antichissimo testo contenente le conoscenze geografiche del mondo antico, inclusa la posizione di Atlantide…

Relazione presentata al 2 Simposio Mondiale sulle origini ignote della civiltà e gli anacronismi storico-archeologici

S. Marino, 22-23 Settembre 2001


Thot e le Tavole smeraldine

Thoth è un Sacerdote Re Atlantideo, che fondò una colonia nell’antico Egitto dopo l’inabissamento della sua madre patria. Egli fu il fondatore della Grande Piramide di Giza, erroneamente attribuita a Cheope. Vi incorporò la sua conoscenza dell’antica saggezza e sicuramente anche arcaiche testimonianze e metodologie dell’antica Atlantide.

Per circa 16.000 anni governò l’antica stirpe egiziana, approssimativamente dal 50.000 a.C. al 36.000 a.C.

A quel tempo l’antica stirpe barbara, fra i quali egli ed i suoi seguaci si erano inseriti, fu portata ad un alto grado di civiltà.

Thoth era un immortale, in altre parole aveva vinto la morte, morendo soltanto quando voleva ed anche allora non in maniera ordinaria.

La sua grande saggezza lo rese governatore di varie colonie atlantidee, incluse quelle del Sud e del Centro America.

Quando arrivò per lui il momento di lasciare l’Egitto, edificò la Grande Piramide sopra l’entrata delle Grandi Sale di Amenti, vi collocò le sue testimonianze, e nominò custodi dei suoi segreti i più eminenti tra la sua gente. Più tardi i discendenti di questi custodi divennero sacerdoti della piramide, mentre Thoth fu divinizzato “Dio di Saggezza”, ed “il Testimone”, da coloro che vissero nell’epoca oscura che seguì il suo trapasso. Nella leggenda, le Sale di Amenti divennero l’oltretomba, le Sale degli Dei, dove l’anima si trasferisce, dopo la morte, per il giudizio.

Nelle epoche successive, lo spirito di Thoth si incarnò nei corpi di altri uomini, come descritto nelle Tavole. In questo modo ritornò tre volte, l’ultima volta come Hermes, “il tre volte nato”. In quest’ultima incarnazione lasciò gli scritti noti agli occultisti moderni come le Tavole di Smeraldo, un’antologia, più tarda e meno remota, di antichi misteri.

Le Tavole tradotte in questo testo sono dieci e furono lasciate nella Grande Piramide in custodia ai sacerdoti della Piramide. Le prime dieci Tavole sono divise per comodità in tredici parti. Le altre due Tavole, le ultime, sono così importanti e lungimiranti nel loro significato che al momento è stato proibito rivelarne il contenuto al mondo intero [1]. Tuttavia, in quelle qui contenute, vi sono segreti che proveranno al vero studioso il loro inestimabile valore. È necessario leggerle non una volta, ma centinaia di volte, perché solo così può esserne compreso il vero significato contenuto. Una lettura casuale fornirà ispirazioni affascinanti, ma uno studio più attento aprirà varchi di saggezza al ricercatore.

Adesso un accenno di come questi potenti segreti furono rivelati all’uomo moderno dopo essere stati nascosti per così lungo tempo.

Circa 1300 anni prima di Cristo, l’Egitto, l’antico Khem, era in rivolta, e molte delegazioni di sacerdoti furono mandate in altre parti del mondo. Fra questi alcuni Sacerdoti della Piramide portarono con sé le Tavole di Smeraldo come talismano per esercitare la loro autorità su sacerdoti meno evoluti, discendenti da razze di altre colonie atlantidee. Le Tavole furono concepite come leggenda per conferire autorità al detentore da parte di Thoth.

Il particolare gruppo di sacerdoti possessori delle Tavole emigrò in Sud America dove trovò una stirpe fiorente, i Maya, che ricordava molto dell’antica saggezza. I sacerdoti s’insediarono e rimasero con loro. Nel decimo secolo, i Maya si stabilirono completamente nello Yucatan, e le Tavole furono riposte sotto l’altare di uno dei più grandi templi del Dio del Sole. Dopo la conquista dei Maya da parte degli Spagnoli, le città furono abbandonate ed i tesori dei templi dimenticati.

Va detto che la Grande Piramide d’Egitto è stata, ed è ancora, un Tempio d’iniziazione ai misteri. In questa furono iniziati Gesù, Salomone, Apollonio ed altri.

L’autore, [Maurice Doreal N.d.T.] (legato alla “Grande Loggia Bianca” operante anche con il Sacerdozio della Piramide), fu istruito a recuperare e restituire alla Grande Piramide le antiche Tavole. Eseguì il suo compito in seguito a vari avvenimenti non descritti qui. Prima di restituirle, gli fu dato il permesso di tradurle e di tenere una copia della saggezza incisa sulle Tavole.

Questo avvenne nel 1925, e soltanto recentemente è stato consentito di pubblicarne una parte. Ci si aspetta che in molti le screditino. Ciononostante il vero studioso saprà leggere tra le righe e conseguirà la saggezza. Se in voi c’è Luce, la Luce che è incisa in queste Tavole vi risponderà.

Riguardo alla loro forma fisica si tratta di dodici Tavole di smeraldo verde, composte di una sostanza creata per trasformazione alchemica. Sono indistruttibili, resistenti a tutti gli elementi e sostanze. In effetti, la loro struttura atomica e molecolare è fissa, non è mai mutata, perciò eludono la Legge materiale della ionizzazione. Sulle Tavole sono incisi i caratteri nell’antico linguaggio Atlantideo: sono caratteri che rispondono alle onde sintonizzate del pensiero, liberando la vibrazione mentale collegata alla mente del lettore. Le Tavole sono tenute insieme da strisce di amalgama colorata d’oro fissate ad una bacchetta dello stesso materiale. La saggezza ivi contenuta è il fondamento di antichi misteri. Per chi le leggerà con occhi e mente aperti la saggezza aumenterà di cento volte.

Tratto da

Thot, l’intelligenza cosmica

Thoth: Divinità egiziana, con centro di culto ad Hermopolis Magna, capitale dell’Alto Egitto. Patrono delle scienze ed inventore della scrittura geroglifica (v.), era considerato Demiurgo dell’universo mediante la parola, che concretizzò quattro coppie divine costituenti l’Ogdoade ermopolitana. Raffigurato con corpo umano e testa di ibis, è presente nella scena della psicostasia (v.) mentre controlla il peso del cuore del defunto.

Sposo di Maat(v.), fu arbitro della contesa tra HorusSeth nella lotta per la successione di Osiride (v.). É la chiave di volta dell’edificio faraonico. Definito Grande antenato venuto dal paese di Punt, insegnò la scrittura agli abitanti di Kemit, consentendo il loro passaggio dalla preistoria alla civiltà.

Il calamo di T. codifica il tempo, registra gli annali del doppio Paese, scrive la storia e le leggende, apre le strade dell’aldilà e dissimula i grandi segreti dietro i simboli. Questo dio potente prende le sembianze dell’ibis bianco e nero, della scimmia amadriade dai ritmi lunari e del triangolo equilatero nelle scuole dei Misteri che egli regge. Frequenta le cripte dei templi, e nulla insegna a quanti osano penetrarvi, ma svela loro la quintessenza del Mistero, le leggi che governano i mondi e gli enigmi dello stagno di fuoco. Egli apre la bocca per concedere la vita.

Il dio T. ama solo i silenziosi, che sanno attendere anni prima di accedere nel suo tempio di Chmunu-Hermopolis Magna, dove i suoi scritti riposano in una cripta, sotto un grande blocco di purissimo lapislazzuli. “T. è dietro di me quando diventa scuro”, mormora il sovrano Tutmosi a suo figlio, che compone inni per lui. “T. che calma l’Ujat, grande ciarlone, Aton d’argento, Augusto che governa questa terra, che giudica per suo padre Ra, signore della vita, Toro delle stelle, protettore delle parole divine”.

Il dio T. personifica l’Intelligenza cosmica, che dona la luce spirituale, l’Intelligenza pura al di sopra del mondo. Assimilato dai Greci ad Hermes (v.) e dai latini a Mercurio (v.), in epoca ellenistica fu trasformato in Ermete Trismegisto, avendo enorme fortuna nella letteratura originata dalla dottrina dal suo nome definita ermetica. “Io sono Thoth, primogenito di Ra, che ha formato Atum, nato da Khepri. Sono sceso sulla terra con i segreti dell’orizzonte” (Testo dei Mammisi di Edfu).

HORUS, il grande dio “amato dal Cielo”, il “prediletto del Sole, la progenie degli dei, il conquistatore del mondo”.

HORUS (Egiz.)

Ultimo nella linea dei Sovrani divini di Egitto che è considerato figlio di Osiride ed Iside. È il grande dio “amato dal Cielo”, il “prediletto del Sole, la progenie degli dei, il conquistatore del mondo”.

Al momento del Solstizio Invernale (il nostro Natale), la sua immagine, sotto forma di piccolo neonato, era portata fuori dal santuario per essere adorata dalle masse in preghiera.

Poiché egli è l’immagine della volta del cielo, si dice che provenga da Maem Misi, il luogo sacro del parto (la vulva del Mondo), ed è, quindi, il “mistico Bimbo dell’Arca”, o argha, quest’ultima simbolo della matrice od utero. Cosmicamente è il Sole Invernale.

Un papiro lo descrive come della “sostanza di suo padre” Osiride, di cui è una incarnazione ed al quale è identico.

Horus è una divinità casta: “Come Apollo, non ha amori. Nel mondo inferiore, il suo ruolo è connesso col Giudizio. Egli introduce le anime alla presenza di suo padre, il Giudice” (Bonwick).

Un antico inno dice “Da lui viene giudicato il mondo per quello che contiene. Il cielo e la terra sono governati dalla sua immediata presenza.Ha potere su tutti gli esseri umani. Si muove secondo i propri propositi. Produce grande abbondanza e la dispensa su tutta la terra. Tutti adorano la sua bellezza. Dolce è il suo amore in noi”.

Estratto da Terzo occhio

NEL VERGOGNOSO SILENZIO DELLA POLITICA SOLO UN’ARTE AL SERVIZIO DELLA PACE HA DIRITTO DI CITTADINANZA IN QUESTO MONDO.

GLOBAL VIRTUAL GALLERY FOR PEACE
Location: Everywhere in the planet.

“La guerra es el vértigo ante el abismo,

el arte siente el dolor de toda la humanidad

ante la sangre de inocentes derramada,

es la animalidad,

la bestia,
de la guerra asolando el mundo,

con la violencioa.

Unamonos para reclamar la Paz,

la negociacion el diálogo,solo el amor,

la comprensión, la tolerancia podrá salvarnos

de este nuevo genocidio”,
Carlos Orlando Villavicencio.

Cover of the week: by SCOTT ZEIGLER – York, PA

La galleria è una testimonianza contro la guerra

che sta insanguinando la Palestina.

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Our virtual gallery is open to all who
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THANKS,
MARI CORREA

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THOT, guida dei differenti tipi di anime

THOTH (Egiz.) – Il più misterioso ed il meno compreso degli dei, la cui caratteristica personale è completamente diversa da tutte le altre antiche divinità. Mentre le permutazioni di Osiride, Iside, Horo e degli altri sono così numerose che la loro individualità è completamente perduta, Thoth rimane immutabile dalla prima all’ultima Dinastia. Egli è il dio della saggezza ed ha autorità su tutti gli altri dei. È l’archivista ed il giudice. La sua testa di ibis, la penna e la tavoletta dello scriba celeste che registra i pensieri, le parole e le azioni degli uomini e li pesa sulla bilancia, lo accomunano al tipico Lipika esoterico. Il suo nome è uno dei primi ad apparire sui monumenti più antichi.

È il dio lunare delle prime dinastie, il maestro del Cinocefalo, la scimmia dalla testa di cane che in Egitto era simbolo vivente e ricordo della Terza Razza Radice (Dottrina SegretaCosmogenesi, pag. 196-197).

Egli è il “Signore di Hermopoli” Giano, Hermes e Mercurio assieme.

È incoronato con un atef e con un disco lunare, e porta “l’Occhio di Horus”, il terzo occhio, nella sua mano. È l’Hermes Greco, il dio del sapere ed Hermes Trismegistus, l’ “Ermete Tre volte Grande”, il patrono delle scienze fisiche e il patrono e l’anima della conoscenza occulta esoterica.

Come molto espressivamente dice di lui J. Bonwick, “Thoth… ha un effetto potente sull’immaginazione .. in questa intricata ma bella fantasmagoria del pensiero e del sentimento morale di quel passato nebuloso. Invano ci chiediamo come mai l’uomo, nell’infanzia di questo mondo di umanità, nella grossolanità della supposta incipiente civiltà, possa avere sognato un essere celeste come Thoth. Le linee sono così delicatamente tracciate, così intimamente e raffinatamente intessute, che sembra guardare un disegno delineato dal genio di Milton e portato a termine dall’abilità di un Raffaello”. Realmente,  c’era qualche verità nel vecchio detto “La Saggezza degli Egiziani”… “Quando apprendiamo che la moglie di Chefren, costruttore della seconda Piramide, era una sacerdotessa di Thoth, capiamo che le idee da lui rappresentate erano già fissate 6000 anni fa”. Secondo Platone, “Thoth-Hermes era lo scopritore e l’inventore dei numeri, della geometria, dell’astronomia e delle lettere”.

Proclo, discepolo di Plotino, parlando di questa divinità misteriosa, dice: “Presiede su ogni tipo di condizione guidandoci da questa dimora mortale ad un’essenza intellegibile, governando i differenti tipi di anime”. In altre parole, Thoth quale 225 Archivista e Cancelliere di Osiride nell’Amenti, l’Aula del Giudizio dei Morti, era una divinità psicopompa; mentre Giamblico dice che “la croce con impugnatura (il thau otau) che Thoth regge nella mano, non era altro che il monogramma del suo nome”.

Oltre al Tau, prototipo di Mercurio, Thoth porta la verga-serpentina, emblema di Saggezza, che divenne il Caduceo. Mr. Bonwick dice: “Hermes era in senso mistico il serpente stesso. Striscia come quella creatura, silenziosamente, senza sforzo apparente, lungo il corso delle ere. Egli è… il rappresentante dei cieli stellati. Ma è il terrore del serpente cattivo, poiché l’ibis divorava i serpenti dell’Egitto”.

Estratto da Terzo occhio

BLESSED UNREST (MOLTITUDINE INARRESTABILE) – Paul Hawken

Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accorto

Nella mia visione noi siamo parte di un movimento
che è più grande, più profondo, e più esteso
di quanto noi stessi sappiamo, o siamo in grado di sapere.

Vola al di sotto e molto al di là
del radar dei media, è non violento,
è nato dalla società civile,
non ha bombe a grappolo,
eserciti od elicotteri,
non possiede un’ideologia centrale
a capo non c’è un vertebrato maschio.

Questo Movimento senza nome…
è il movimento più variegato
che il mondo abbia mai visto.

La stessa parola Movimento secondo me
è troppo ristretta per definirlo.

Nessuno ha dato inizio a questa visione del mondo,
nessuno ne è a capo, non c’è ortodossia,
è globale, senza classi, inappagabile ed instancabile.

Una Conoscenza Condivisa
sta sorgendo spontaneamente
da diversi settori economici,
culture, regioni, comunità.

Sta crescendo e si sta diffondendo
in tutto il mondo senza eccezioni.

Ha molte radici, ma quelle iniziali
provengono dalle culture indigene,
dai movimenti ambientalisti
e per la giustizia sociale.

Questi tre settori e le loro branche
si stanno intrecciando,
prendono forma e si estendono.

Non è più semplicemente una questione
di risorse, di pressioni od ingiustizie.

Questo è fondamentalmente un Movimento
per i Diritti Civili ed Umani,
è un Movimento Democratico.

Questo è il Mondo che verrà…

Quello che vedete qui è l’inizio della lista
di almeno 130.000 organizzazioni
che nel mondo lavorano
per la giustizia sociale ed ambientale.

Ed è una stima per difetto.
Potrebbero essere 250.000 gruppi,
forse 500.000.

Sono certo che leggendoli, la maggior parte di
questi nomi, non vi saranno familiari.

Neanche noi abbiamo idea
di quanto grande sia questo movimento.

Esso si basa sulle Affinità,
la Comunità, la Simbiosi.

E’ Pachamama, è la Mamma, capite? E’ la Terra
che risponde, che si sta svegliando.

Quelli che vedete elencati su questo schermo
sono i Vostri Simili, questo vi può dare un’idea
di quanto sia grande questo movimento.

Se avessi avviato questo video venerdì mattina
alle 9,quando è iniziata la conferenza
e lo avessi lasciato scorrere
tutto il venerdì, e tutta la notte,
tutto il sabato, e tutta la notte.
tutta la domenica,e tutta la notte
e tutto il lunedì,
ancora non avremmo visto tutti i nomi
di tutti i gruppi del mondo… che siamo Noi…

E’ qualcosa di talmente nuovo
che non riusciamo a riconoscerlo,
perché siamo abituati
agli Eserciti ed ai Governi,
alla Guerra, alle Chiese
ed alle Religioni,
perché non c’è
un Presidente
per quello che stiamo facendo.

Quello che voi state creando
è completamente sconosciuto.

Questo Movimento è ovunque, senza un centro,
non ha un unico portavoce,

è in ogni Paese ed in ogni città del Pianeta,
è all’interno di ogni tribù,
in ogni razza, in ogni cultura
ed in ogni gruppo etnico al mondo.

Questa è la prima volta
che sul Pianeta Terra
sorge un movimento potente
e non ideologizzato.

Nel corso del ventesimo secolo,
le grandi ideologie sono state venerate
al pari delle religioni.

Hanno Dominato le nostre convinzioni
qui il video è stato accelerato così
non dovrete stare qui fino a lunedì notte…

Sono le Ideologie che hanno governato:
il Capitalismo, il Socialismo, il Comunismo…

Nelle parole di Ed Hunt: le ideologie
hanno fermato la Terra, blindandola.

Hanno combattuto per avere il Controllo delle
nostre menti, del nostro territorio,
e ciò non è stato piacevole.

Le Ideologie vi hanno raccontato
che la salvezza si trovava
nell’affermazione di un Solo Modello.

Ma noi sappiamo dove si trova
la Salvezza,
lo sappiamo in quanto biologi
e come organizzatori delle comunità,
lo sappiamo dall’ecologia.

La Salvezza si trova nella Diversità.

Questo Movimento è
la Risposta Immunitaria dell’Umanità,
per resistere e guarire
dalla Malattia della Politica,
dall’Economia Avvelenata
e dal Deterioramento degli Ecosistemi
causati dalle ideologie.

Tocca a Noi decidere come saremo,
chi saremo, questo è ciò che vuol dire ricostruire:
è la Capacità di Reazione che ha a che fare con le possibilità e le soluzioni.
e le Soluzioni.

l’Umanità sa cosa deve fare…

Voce di Alessandro Sanacore, traduzione ed adattamento a cura del gruppo traduzione di Transition Italia (Erica Giuliani e Dario Tamburrano)

I 13 Universi e la tredicesima zona

“…Il nostro sistema solare sta ora attraversando una regione del Cosmo dove lasciò la sua polvere una costellazione che fu distrutta. L’attraversare questo spazio contaminato è fonte di avvelenamento, non solo per gli abitanti della Terra ma per tutti gli abitanti degli altri pianeti della nostra galassia. Solo i Soli non vengono influenzati da questo ambiente ostile.

Questa regione è chiamata “la tredicesima zona”, la si definisce anche la “zona delle contraddizioni”. Il nostro pianeta fu incluso in questa regione per migliaia di anni, ma finalmente stiamo avvicinandoci all’uscita di questo spazio di oscurità e siamo sul punto di raggiungere una regione più spirituale, dove vivono esseri più evoluti….”

(estratto da Propositi per il futuro di Peter Deunov in http://www.animazen.it/il_futuro-1.html)
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Carlos Castaneda

…”Sono meravigliose le opere di un Tolteca che va tessendo con fili luminosi la parola, saltando all’abisso tra pensieri, navigando in macchie d’olio di emozioni che come offerte fanno risplendere la coscienza del fuoco nel cuore dell’aquila. Con quante dogane di sincronie ha dovuto fare i conti, con quante chiamate di attenzione tra la tensione e il rilassamento, quanti tramiti per un passaporto per l’infinito.

Aspetta cacciatore di sincronie.. è il momento!  Tolteca risuona in 13 Universi ed è valido in qualsiasi galassia, i suoi fondamenti sono l’universo stesso.

In questi 13 Universi esistono esseri che anelano tale istruzione. Quantità di esseri inorganici hanno dimenticato l’ordinamento della libertà totale e schiavizzati dalla immortalità percepiscono la loro mortalità; quantità di esseri ossessionati dal potere continuano a battagliare aggrappati ai concetti che danno loro sicurezza; quantità di esseri paranoici sono  bucherellati dallo stato di allerta naturale dell’Universo che li porta a sentirsi il centro del mondo, gli eletti; quantità di esseri planetari imprigionati in mondi caldi e gelati, implorano perché venga loro ricordato il principio della libertà totale; quantità di esseri cui nulla li riempie ricercano come mendicanti, anche una goccia d’acqua che sazi la loro disperata ricerca.

L’insegnamento di Don Juan Quetzalcoatl sparge il suo Intento in 13 Universi. Non ti sembra inquietante e meraviglioso mio caro cacciatore di sincronie? “… (da  IL CACCIATORE DEL NAGUAL di Carlos Jesús Castillejos V. Chichilcuautli in La Via Salka http://www.laviasalka.it/)

Carlos Castaneda (1925-1998), scrittore e antropologo peruviano, ha studiato a lungo anche etnologia e parapsicologia. Il primo incontro con Don Juan Matus, uno sciamano yaqui, risale al 1960. Il suo apprendistato al peyotl (Mescalito) e alla datura vengono minuzuisamente descritti nel resoconto del periodo trascorso insieme a Don Juan (dal ’61 al ’65), in “A scuola dallo stregone” 1968.

Tutti i libri di Carlos Castaneda